fbpx Perché consumiamo sempre più farmaci? Intervista a Silvio Garattini | Scienza in rete

Perché consumiamo sempre più farmaci? Intervista a Silvio Garattini

Silvio Garattini--
Tempo di lettura: 1 min

Il farmacologo Silvio Garattini, un vero testimone della nostra epoca, che non ha mai avuto timore di prendere posizioni anticonformiste e coraggiose, spiega i motivi che sono alla base del continuo aumento del consumo di farmaci, discute su quali sono i medicinali a maggior rischio di essere prescritti e assunti in maniera inappropriata e propone una rivoluzione culturale in grado di opporsi ai grandi interessi in gioco.

Intervista e montaggio di Natalia Milazzo, sigla di Jacopo Mengarelli
Immagine: Silvio Garattini (foto di Sergio Cima). Elementi grafici: https://www.magnific.com/

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Fine vita: fare leggi è meglio che costruire macchine

palazzo borbone in francia

Quando il parlamento non legifera su questioni etiche controverse, il conflitto si sposta nei tribunali e nei laboratori. Lo dimostra il paradosso del dispositivo costruito dal CNR (e negato) per consentire il suicidio assistito, mentre la Francia risolve liberando finalmente una legge sul suicidio assistito.

In copertina: Palazzo Borbone, sede dell'Assemblea nazionale francese. Crediti: Mtzb/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0
 

Ci sono voluti due anni, di sofferenze fisiche e psicologiche, una questione di legittimità costituzionale, un'ordinanza della Consulta, un mandato del Tribunale di Firenze e un prototipo costruito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche perché una donna di cinquantacinque anni, paralizzata dal collo in giù da una sclerosi multipla, potesse esercitare un diritto che la Corte costituzionale le aveva riconosciuto nel 2019. Libera, il nome di fantasia che si era scelta, è morta a casa sua il 25 marzo, attivando con lo sguardo una pompa infusionale.