Il Gruppo2003 è nato otto anni fa sulla base dell'urgenza, condivisa dai più rilevanti scienziati italiani, di un rilancio della ricerca e della cultura scientifica, considerandole elemento essenziale del progresso intellettuale, materiale e civile del Paese. Da allora il Gruppo 2003 si adopera per stabilire anche in Italia condizioni di normalità; l'applicazione cioè di quelle regole di valutazione e meritocrazia, aperte al talento, ai giovani e alla professionalità – che da anni sono realtà all’estero – per promuovere il rilancio della ricerca e della scienza a tutti i livelli della nostra società. Oggi, visto il degrado della vita politica del nostro Paese e della nostra economia, in un momento così drammatico sul piano internazionale, questi principi sono in noi più forti che mai e trovano corrispondenza nella prospettiva concepita dal Capo dello Stato di favorire il rinnovamento del tessuto politico del Paese. E' per tutti motivo di speranza che si proponga per la guida del Governo il senatore Mario Monti, autorevole e competente, profondo conoscitore dei meccanismi economici e sociali, nazionali e internazionali, che muovono il mondo nella complessità della globalizzazione. Siamo pienamente consapevoli di quanto Mario Monti tenga in considerazione il ruolo della ricerca, della scienza e della formazione, per lo sviluppo pacifico e per il rilancio del nostro Paese. Contiamo che la sua candidatura sia accolta con soddisfazione e fiducia dal mondo della ricerca e da tutti coloro che da tempo chiedono un cambiamento radicale sotto il profilo etico, politico e sociale per il nostro futuro in Europa.
Fate presto
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Cambiamenti climatici: l'adattamento non ostacoli la prevenzione

La retorica dell'adattamento rischia di far coincidere il controllo degli effetti del cambiamento climatico con l'intervento sulle sue cause. La sanità pubblica insegna che protezione e mitigazione non sono strategie alternative: senza la prevenzione primaria, ogni altra misura di tutela resta una rincorsa a un rischio destinato a crescere.
Sylvain Pedneault, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
Dopo l'intervento su Scienza in rete dedicato ad argomentare che quello che oggi viene spesso definito “adattamento” ai cambiamenti climatici non coincide con l'adattamento biologico della specie umana, ma piuttosto in strategie tecnologiche, urbanistiche e organizzative finalizzate a migliorare la convivenza con un ambiente sempre più ostile, ritengo utile compiere un ulteriore passo sul terreno della sanità pubblica.