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Il metano liquido è più vicino

Autori: 

Il raro rodio riesce a tenere il metano in soluzione. La notizia è importante perché il metano è abbondante, inquina meno di altri idrocarburi e sarebbe la materia prima ideale non solo come combustibile ma anche per la produzione di materie plastiche, ma ha un unico handicap, che ne condiziona la maneggevolezza, il trasporto e l'utilizzo: alle temperature e pressioni terrestri si ritrova solo sotto forma di gas.

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La logica nell'era dei ragazzi digitali

L'Istituto Tecnologie Didattiche del CNR ha messo a punto un test per la valutazione di abilità di pensiero logico in alunni della scuola elementare. Non serve solo per la diagnosi, ma anche per aumentare le capacità di ragionamento logico con gli strumenti preferiti dai ragazzi di oggi, i "digital native".

L'oro come ET

Autori: 

In natura esistono materiali la cui ridottissima diffusione sulla crosta terrestre ce li fa considerare preziosi: l'oro, il platino, l'iridio e l'osmio sono solo alcuni di essi. Nella classificazione di Goldschmidt vengono definiti elementi siderofili perchè manifestano una spiccata tendenza a legarsi con il ferro metallico, una caratteristica che è stata un po' la loro rovina.

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Si soffre insieme con le reti neurali

Le neuroscienze hanno descritto con crescente accuratezza quali gruppi di neuroni costituiscono la matrice del dolore, struttura che ci permettono ad un tempo di percepire dolore e comprenderlo nei nostri simili. Lo studio di magnetoencefalografia (MEG) attuato presso l'ospedale Fatebenefratelli di Roma sotto la guida di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-ISTC), ha scoperto un meccanismo che ci mette in sintonia con gli altri quando provano dolore. di FRANCA MATILDE TECCHIO #FFF#

Geni e tumori

Cancro
Italiano
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Scheda
Titolo originale: 
TP53 somatic mutations
Soggetto: 
Individuata una rete di geni che interagiscono nella formazione di nuovi vasi
Data di presentazione: 
27 September, 2009
Audio: 
audio no

Un gruppo di giovani ricercatori dell'Istituto Regina Elena di Roma, coordinate da Giovanni Blandino, ha individuato una rete di geni, alcuni già famosi, come il p53, altri meno noti, che interagiscono tra loro per la formazione di nuovi vasi e quindi per garantire le forniture indispensabili alla sopravvivenza del tumore della mammella, alla sua diffusione e metastasi.

Informazioni per gli editor
stato: 
pronto
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