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E adesso i farmaci omeopatici verranno finalmente testati?
Prendete una certa sostanza e diluitela. Poi diluitela ancora. E ancora. E ancora una volta. Poi dinamizzatela, che è un modo per dire che dovete agitare bene la sostanza. Grazie alla “memoria dell’acqua”, questi scuotimenti permetteranno alla sostanza chimica di lasciare una traccia nell’acqua in cui essa è stata disciolta. Questo è il procedimento per ottenere dei rimedi omeopatici, che presto potranno essere parificati ai farmaci tradizionali, grazie al recepimento di una direttiva dell’Unione europea. È infatti recente la notizia dell’apertura (obbligata)
L'effetto cercato: viaggio al centro del placebo
Dopo aver scoperto di essere malato di tumore, Tiziano Terzani, giornalista italiano famoso per i suoi reportage dal sud-est asiatico, fu ricoverato in uno dei templi della medicina moderna occidentale, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. L’ospedale è all’avanguardia nel mondo per la lotta contro i tumori e sottopose il paziente Terzani a tutte le cure necessarie per contrastare l’avanzare della malattia. Durante la convalescenza, l’ “Unità per
Medicina convenzionale e tradizionale: un’alleanza poco nota
Esami di fine anno? Salvia, origano, melissa e rosmarino regalano concentrazione; ginseng e caffè per le notti sui libri e, nel caso di eccessi, passiflora e valeriana possono concedere un po’ di riposo…
Psicoanalisi: da Popper a disciplina scientifica
Il celebre attore Stefano Accorsi
ha recentemente dichiarato in un’intervista: “Mi intendo di inquietudine, di
quel piccolo inferno personale che ciascuno di noi si porta dentro. E per un
po’ ho avuto anche bisogno di uno psicanalista”.
Dunque, se anche dare chiarimenti
sulla scientificità della psicoanalisi è una questione per i soli epistemologi,
farsene un giudizio in merito e, magari, esternarlo è qualcosa di abbastanza
diffuso anche a livello di mainstream
e cultura popolare.
Psicoanalisi, le critiche di Popper
Le sfide della svolta energetica
Gli otto obiettivi (quasi) raggiunti
Caso Stamina: no alla mistificazione di chi dice "tanto il paziente deve morire"
La foresta in farmacia: il mercato delle botanical drugs
"Mio giovane puledro affamato, non ci sono piante buone per il cibo che non lo siano anche per la cura, purché prese in giusta misura”: così l'erborista Severino ammonisce il giovane Adso (desideroso in realtà di carpire il nome delle “erbe che provocano cattive visioni”) nel romanzo “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Dallo studio delle “piante buone” è nata la farmacologia moderna, che però, nell'ultimo secolo, si è sviluppata nella sintesi chimica dei principi attivi e nell'industrializzazione degli stessi, relegando l'erboristeria a un