A caccia delle onde di gravità
Per secoli, anzi millenni, le onde elettromagnetiche sono state la sola fonte d’informazione che l’uomo ha avuto a disposizione per studiare l’Universo.
Per secoli, anzi millenni, le onde elettromagnetiche sono state la sola fonte d’informazione che l’uomo ha avuto a disposizione per studiare l’Universo.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un vero e proprio terremoto nella comunità scientifica internazionale.
Con un comunicato stampa decisamente laconico, alla fine della settimana scorsa l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Boston ha annunciato una conferenza stampa per lunedì 17 marzo, in cui sarebbe stata presentata una "major discovery". Sulla natura di questa «grande scoperta», però, nessun indizio.
"Tornare a usare l'albumina nei reparti di terapia intensiva potrebbe significare salvare la vita a 5-6 mila persone in più ogni anno in Europa". E' la stima di Luciano Gattinoni, direttore del Dipartimento di emergenza urgenza della Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano e del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell'Università degli Studi di Milano, che ha coordinato uno studio per verificare gli effetti di questa proteina sui pazienti ricoverati per una sepsi grave o uno shock settico.
Abbiamo rilevato le onde gravitazionali prodotte dall’universo bambino durante l’inflazione cosmica, sia pure in maniera indiretta. Se confermata, quella che ha annunciato ieri John M. Kovac, scienziato in forze allo Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, è una notizia scientifica davvero importante. Di quelle, per intenderci, che capitano una volta ogni dieci anni.
E per ben due motivi, abbastanza indipendenti tra loro. Una riguarda la fisica della relatività e anche delle alte energie. L’altra riguarda la cosmologia.
Quante volte, ogni giorno, usiamo una matita per scrivere su un foglio. Quando lo facciamo sfruttiamo una caratteristica del materiale che compone la mina della matita, la grafite, quella di essere un minerale lamellare composto da tantissimi strati di atomi di carbonio tenuti insieme da deboli forze chimiche.