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L'Accordo di Parigi salva il ruolo della politica globale sull'ambiente

Molto ci sara da scrivere e da riflettere nelle prossime settimane sull’Accordo raggiunto a Parigi per contenere il cambiamento climatico. Ma, a caldo, alcune considerazioni gia permettono di porre in evidenza l’importanza di questo evento per il futuro; non solo per il futuro del clima, ma anche per il futuro dell’ambiente mondiale.

1.

L’accordo di Parigi sul clima: un evento storico?

Va subito detto: l’accordo raggiunto a Parigi dalle delegazioni di 195 Paesi per il contrasto al riscaldamento del clima è, a mio avviso, un buon risultato.
Il principale aspetto positivo è che i governi del mondo, ben 195, responsabili di oltre il 90% delle emissioni totali, abbiano preso atto della pressante necessità di contrastare il riscaldamento del clima della Terra. Non era scontato che lo facessero. E hanno scelto addirittura di porre come traguardo non

Pisa non dimentica Hiroshima e Nagasaki


Riposate in pace, perché questo errore non verrà ripetuto

(Parco della Pace di Hiroshima)

 

Il 6 e il 9 agosto 2015 è stato commemorato in tutto il mondo il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Le armi nucleari – più di 16000 testate possedute da Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Gran Bretagna, Francia, Israele e Corea del Nord – continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del c.d. terrorismo nucleare.

Al Festival della Scienza di Genova la Biofisica è alla portata di tutti

La Società Italiana di Biofisica Pura ed Applicata (SIBPA) e l’Istituto di Biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBF-CNR) hanno curato l’organizzazione e la realizzazione di sei conferenze di Biofisica al Festival della Scienza di Genova, edizione 2015 (22/10-1/11 2015), sotto la parola chiave “Equilibrio”.

Sistema alimentare mondiale, ambiente e cambiamento climatico

Il sistema alimentare mondiale (World Food System nella letteratura anglosassone) è da qualche anno al centro dell’attenzione da parte di scienziati, economisti, giuristi e esperti di politica e relazioni internazionali; restano tuttavia incerte le caratteristiche, i contenuti e il significato stesso dell’espressione. In particolare, oggetto di studio e di dibattito, oltre che la stessa definizione del  sistema alimentare mondiale, è la sua capacità di soddisfare in futuro la domanda di cibo: così, in poco più di un decennio

Cosa può fare il nucleare contro il cambiamento climatico?

Alla COP 21 di Parigi siede un convitato di pietra: il nucleare. Se ne parla assai poco, sembra quasi non esistere, tutti presi a immaginarsi la liberazione dalle fonti fossili e spingere sulle rinnovabili. Eppure secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050. Le centrali nucleari infatti non emettono CO2.

La ricerca sui cereali contro la fame e a favore della sostenibilità dei sistemi agroalimentari

Il sorgo, il mais, il grano, il miglio perlato sono cereali che rimandano spesso a scenari di agricoltura di sussistenza in Africa e altri continenti ancora in lotta per sfamare la loro popolazione. Non è così scontato quindi trovarsi di fronte a un drappello di genetisti, agronomi e biologi molecolari impegnati a studiare questi cereali con le tecniche più moderne della genomica, delle scienze dei materiali oltre a studi di scenario insieme ai loro colleghi africani.

"Io sono quella che tu fuggi". Leopardi e la Natura

Era il Maggio 1824, nel Dialogo della Natura e di un Islandese, Giacomo Leopardi depositava l’amaro disincanto del suo cosiddetto «pessimismo cosmico», un concetto comunemente esaurito nell’idea di «Natura matrigna» appresa da tutti sui banchi di scuola e divenuta manifesto del naturalismo leopardiano.
All’Islandese preda d’affanni che invano scappa dalla Natura percorrendo il globo, essa rivela d’improvviso la sua incontenibile potenza replicandogli indifferente: «Io sono quella che tu fuggi».
La citazione leopardiana riecheggia nel titolo dell’ultimo