fbpx L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon | Page 21 | Scienza in rete

L'Aquila, una ricerca conferma: nessun allerta dal Radon

Read time: 2 mins

Nessuna previsione era possibile per il sima del 6 aprile 2009, nemmeno dalle emissioni di Radon: a dirlo è uno studio, condotto dal gruppo di ricerca coordinato da Giuseppe Pitari dell'Università dell'Aquila e pubblicato sulla rivista Environmental Earth Science. I risultati chiudono, con prove sperimentali, la discussione nata attorno all'allarme lanciato da Gianpaolo Giuliani, ex tecnico dell'Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i laboratori del Gran Sasso, che segnalò una correlazione tra il rilascio di Radon nella crosta terrestre e il sisma. In seguito al terremoto Giuliani aveva denunciato l'indifferenza all'allarme e ai suoi studi e la conseguente - secondo le ipotesi - mancata prevenzione del terremoto.

I dati di questa ricerca, tuttavia, parlano chiaro: innanzitutto non c'è stato nessun aumento di emissioni di Radon nel Marzo 2009, ma anzi una diminuzione significativa (del 30% circa) rispetto ai dati del 2004. 
Si tratta, in realtà solo di una conferma di una certezza che è venuta meno proprio durante gli eventi del 2009 con l'intervento di Giuliani:
”Che le ‘previsioni’ basate sul radon fossero una cosa destituita di ogni fondamento era ben noto, anche se ne parla inutilmente dagli anni ’40”  – ha spiegato Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica (Ingv).

Le dichiarazioni di Giuliani, non sono mai state confermate da pubblicazioni ufficiali, ma i mass media hanno comunque dato nei mesi successivi il sisma ampio spazio alle ipotesi di un possibile strumento di prevenzione.
Si è dovuto attendere fino ad oggi per una smentita, nel rispetto dei tempi del metodo sperimentale: ”Questi 4 giovani ricercatori aquilani hanno fatto una cosa importante perché hanno dimostrato ancora una volta che il metodo scientifico da Galileo in poi, benché lento e faticoso, consente sempre progressi (anche minimi ma positivi) nella conoscenza del mondo che ci circonda e nella chiarezza dei nostri convincimenti”, ha concluso Boschi.

Autori: 
Sezioni: 
Sismologia

prossimo articolo

Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

Una tavolata di piatti contenenti insalata e il logo YouGoody - la ricerca bella e buona in sovraimpressione

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay

Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.