fbpx Un nuovo materiale per per produrre silicone 'green' | Page 34 | Scienza in rete

Un nuovo materiale per per produrre silicone 'green'

Read time: 2 mins

Ricercatori dell’Istituto dei Materiali Nanostrutturati del Cnr (ISMN) ha sviluppato un materiale innovativo in grado di rendere efficiente e meno inquinante la reazione chimica necessaria per produrre i siliconi e altri polimeri a base di silicio.
Questi, infatti, sono prodotti che trovano una larga diffusione a livello commerciale, ma che non sono sostenibili dal punto di vista ecologico: "I siliconi e i materiali sol-gel a base di silice sono polimeri che trovano ampio utilizzo commerciale", afferma Mario Pagliaro, a capo del team dell’Ismn "La loro produzione avviene a partire da composti del carbonio e del silicio fino a oggi realizzati attraverso catalizzatori omogenei a base di platino, che oltre a essere costosi sono particolarmente tossici e non riciclabili".

Quello sintetizzato dai ricercatori Cnr di Palermo è un materiale solido, altamente reattivo e catalitico (in grado cioè di regolare la velocità delle reazioni chimiche), che interviene nel processo di produzione senza disperdere il platino nei prodotti di reazione.
La novità sta nella reazione di idrosililazione, un passo in più per svecchiare i processi industriali finora utilizzati introducendo tecniche pulite ed economiche, verso la frontiera della “green chemistry”. Lo studio è stato svolto in collaborazione con un'azienda chimica canadese ed è pubblicato dell'American Chemical Society, ACS Sustainable Chemistry & Engineering, che alla ricerca ha dedicato la copertina di febbraio della rivista.

Il laboratorio dell'Ismn-Cnr è l'organizzatore della due giorni del simposio internazionale FineCat 2013, che inizia domani, 10 aprile, nella sede di Palazzo Steri, nel capoluogo siciliano.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
CNR

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.