fbpx Il microbo ibernato | Scienza in rete

Il microbo ibernato

Read time: 1 min

Oltre 120 mila anni, tanto è il tempo che un finora sconosciuto microbo ha pazientemente atteso con tre chilometri di ghiaccio sulla testa prima che qualcuno decidesse di riportarlo nuovamente in attività. Il team che l'ha individuato e, con estrema attenzione, l'ha condotto fuori dal suo stato di ibernazione gli ha attribuito il nome di Herminiimonas glaciei. La notizia è stata pubblicata sull'ultimo numero dell'International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology.

Jennifer Loveland-Curtze (Pennsylvania State University) e il suo team hanno individuato gli esemplari di H. glaciei in ghiacci provenienti dalla Groenlandia e li hanno pazientemente messi in incubazione. Dopo averli mantenuti per sette mesi a 2°C e per altri quattro mesi e mezzo a 5°C, finalmente hanno avuto la conferma che la colonia di batteri si era ripresa.

H. glaciei è più piccolo dei normali batteri (da 10 a 50 volte più piccolo dell'E. coli) e probabilmente deve la sua resistenza nei ghiacci proprio alle sue ridotte dimensioni. Non è un microbo patogeno - e questo ci lascia tranquilli - ma il fatto che riesca a passare senza fatica attraverso i filtri normalmente impiegati per la sterilizzazione dei fluidi nei laboratori e negli ospedali ci lascia un velo di inquietudine.

Fonte: IJSEM abstract

 

Autori: 
Sezioni: 
Scoperte

prossimo articolo

La lezione delle epidemie e la memoria dei sistemi sanitari

Mappa geografica del mondo con bolli rossi di dimensioni diverse che indicano la presenza di patologie

Perché nella prevenzione delle epidemie, con i loro pattern ripetitivi, non si riescono a mettere a frutto le lezioni del passato? Le istituzioni sanitarie le conoscono, ma oggi non hanno meccanismi strutturati per mantenerle operative nel tempo. Per uscire da questa amnesia ciclica serve un'infrastruttura permanente di apprendimento istituzionale, sul modello di quella dell'aviazione civile o della sicurezza nucleare. Una proposta concreta, sotto egida OMS, con autonomia metodologica garantita.
Crediti immagine: foto di Martin Sanchez su Unsplash

Il focolaio di virus Andes (Andes virus, ANDV) a bordo della nave da crociera MV Hondius, con almeno tre decessi e una decina di casi confermati, ripropone una sequenza nota nel campo delle epidemie: ritardo nel riconoscimento, dispersione dei contatti, costruzione affannosa della risposta.