fbpx Anche Bresso dopo Nerviano | Scienza in rete

Anche Bresso dopo Nerviano

Primary tabs

Read time: 1 min

Purtroppo neppure i successi scientifici garantiscono ai ricercatori il posto di lavoro. Dopo il salvataggio in extremis del Nerviano Medical Sciences, anche la sede di Cell Therapeutics a Bresso, sempre nell'hinterland milanese, rischia la chiusura. Come nel caso precedente, la Regione Lombardia si sta prodigando per cercare di mediare una soluzione alternativa, allo scopo di preservare 56 posti di lavoro da un lato e il patrimonio di conoscenze e di professionalità dell'azienda milanese dall'altro. A entrambi i centri non mancano i riconoscimenti internazionali: due molecole per la terapia mirata del cancro messe a punto a Nerviano, prima l'inibitore del cdc7 e ora quello della proteina PLK-1, hanno avuto l'approvazione per la sperimentazione sull'uomo da parte della Food and Drug Administration; il pixantrone, farmaco per i pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin, messo a punto a Bresso e attualmente all'esame della stessa FDA, è stato già oggetto di uno studio clinico di fase III che sarà presentato il 2 e il 3 giugno all'American Society of Clinical Oncology (ASCO) Annual Meeting, la massima assise mondiale di oncologia, che si terrà a Orlando, in Florida.

Firma l'appello per salvare il centro

http://www.adnkronos.com/IGN/AziendeInformano/?id=3.0.3308344202

 

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/bondsNews/idITLF15704520090515?pageNumber=2&virtualBrandChannel=0

 

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.