fbpx Vita di un atomo raccontata da sé medesimo | Scienza in rete

Vita di un atomo raccontata da sé medesimo

Tempo di lettura: 3 mins

Vi sono libri per bambini e vi sono libri per adulti. Vi sono poi libri per bambini che anche gli adulti possono leggere con interesse, traendone soddisfazione. Tra questi va senz’altro ricordato Le Petit Prince di Antoine de Saint-Exupéry, così bello da essere tradotto in più di 180 lingue, forse anche nella lingua degli Inuit; senz’altro anche in dialetto milanese. Un altro e più recente libro per bambini che anche gli adulti possono leggere con piacere è Vita di un atomo raccontata da sé medesimo di Luca Sciortino (pubblicato or ora da Erickson; 180 pagine per 15,00 €). Le 180 pagine potrebbero inizialmente spaventare, soprattutto i bambini, ma sono scritte con caratteri grandi e righe ben spaziate e soprattutto contengono molte belle illustrazioni disegnate da  Noemie Rich-Vannier. Il libro è praticamente la biografia di Pio Simplicio che, arrivato alla bell’età di 13 miliardi e 770 milioni di anni, le ha viste praticamente tutte, da subito dopo il Big Bang, quando era ancora un nucleo di atomo di idrogeno (un protone, per dirla in modo meno pomposo) fino allo sviluppo della vita sulla terra, all’Homo sapiens e alla civiltà ellenica. In questi 13 e passa miliardi di anni, Pio Simplicio fa un sacco di conoscenze con altri atomi e con molte molecole, e anche diverse esperienze, man mano che l’Universo evolve. Nato quando ancora non vi erano le stelle Pio Simplicio passa un milione di anni prima di provare il piacere di catturare un elettrone e trasformarsi in atomo. Passano poi altri 100 milioni di anni e diventa testimone della nascita delle prime stelle e viene quindi da queste scagliato nel mezzo interstellare insieme ad atomi più pesanti e complessi. Scopre l’antipatia dei gas nobili e la predisposizione di altri atomi a cedere piuttosto che catturare elettroni. E in un balletto di unioni e disgregazioni molecolari ci porta sulla terra in formazione ed è poi testimone dello sviluppo della vita.

Luca Sciortino, al suo secondo libro per bambini, riesce a raccontare l’evoluzione dell’Universo in maniera leggera e simpatica, spesso spiritosa (anche se certe battute possono essere apprezzate soprattutto da chi la fisica e l’astronomia le hanno già studiate), mantenendo la correttezza espositiva che gli deriva probabilmente dalla laurea in fisica e coniugandola con l’efficacia divulgativa di stampo “Sissino” (diplomato al Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste).

Quando qualcuno dei giovani lettori di Luca Sciortino tra una decina d’anni o giù di lì si cimenterà con un corso di cosmologia o evoluzione stellare, senz’altro si ricorderà, con un senso di piacevole familiarità, di aver già sentito parlare di protoni, elettroni, nucleosintesi, polveri interstellari e così via ma magari non si ricorderà dove. Era in “Vita di un atomo raccontata da sé medesimo”.

Indice e primo capitolo in pdf


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).