fbpx Lisosomi balbuzienti | Page 5 | Scienza in rete

Lisosomi balbuzienti

Read time: 1 min

La balbuzie avrebbe le sue radici nei lisosomi, le stazioni di demolizione e riciclaggio della cellula. In chi soffre di questo disturbo, ma non in chi parla senza difficoltà, si trovano infatti mutazioni ricorrenti in geni le cui proteine guidano i vari enzimi lisosomiali nel loro sito di azione. Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori americani analizzando la regione genomica 12q23.3 di pakistani che soffrivano di forme familiari di balbuzie e di altre persone, senza difficoltà a esprimersi, che sono servite come controllo. Alcune mutazioni nei primi due dei tre geni coinvolti (in sigla GNPTAB, GNPTG e NAPGA) erano già note per causare la mucolipidosi II e III, una rara malattia lisosomiale recessiva che, oltre a danni osteoarticolari, cardiaci e neurologici, si manifesta appunti con problemi del linguaggio. Un particolare che, alla luce di questo studio, potrebbe essere rivelatore.

Per la prima volta dunque il sospetto di una base genetica per la balbuzie, data la frequente familiarità del disturbo, trova conferma. Tutta da capire invece la sua relazione con la pattumiera cellulare.

New Engl J Med 2010; 362: 677

 

 

 

Autori: 
Sezioni: 
genetica

prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.