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Salute e ambiente: comunicare il rischio

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Dal 26-28 ottobre 2015, il Laboratorio Interdisciplinare della SISSA organizza la prima scuola di comunicazione del rischio per la salute e per l’ambiente rivolta a giornalisti, comunicatori istituzionali e operatori dell’informazione. I partecipanti alla scuola acquisiranno le buone pratiche della comunicazione del rischio nell’ambito della prevenzione, dell’emergenza e nella risoluzione delle controversie, ormai ben stabilite a livello internazionale ma ancora poco conosciute e applicate in Italia. Potranno così apprendere come comunicare in modo corretto i rischi sanitari e ambientali e restituire ai cittadini informazioni cruciali per la loro sicurezza su temi sensibili come terremoti, epidemie, cambiamenti climatici, incidenti industriali, ecc. 

Le lezioni saranno tenute da alcuni tra i maggiori esperti italiani di comunicazione del rischio e di governance della scienza nel contesto formativo del Laboratorio Interdisciplinare della SISSA, da anni impegnato nella riflessione e nella ricerca dei punti di convergenza fra scienza e giornalismo. La scuola, realizzata con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, è a numero chiuso ed è riservata a un massimo di 30 (trenta) persone. Il corso darà accesso ai crediti previsti per assolvere all’obbligo della Formazione Professionale Continua (FPC). Il numero di crediti formativi è attualmente in via di definizione.

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The sea: il mare come diritto e come sogno

Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari