Tracce, finalmente!
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Per quasi quarant'anni, parlando delle missioni lunari, qualcuno ha gridato all'imbroglio, bollandole tutte come squallide messinscene. Ha avuto vita facile perchè, purtroppo, neppure con il telescopio spaziale si poteva documentare la presenza sul suolo lunare di quanto avevano abbandonato gli astronauti delle missioni Apollo.
A fare giustizia ci sta pensando il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), la sonda della NASA lanciata lo scorso 18 giugno. Grazie alle sue apparecchiature di ripresa, infatti, ha la possibilità di acquisire immagini con risoluzione così elevata da mostrare dettagli finora irraggiungibili. Dovendo calibrare e controllare la strumentazione di LRO, tra l'11 e il 15 luglio i responsabili della missione hanno ripreso i siti di allunaggio di alcune missioni Apollo e, benchè non si sia ancora raggiunto il massimo della risoluzione, i dettagli che si possono scorgere lasciano davvero senza fiato.

Non solo nelle immagini è possibile distinguere l'ombra dei moduli lunari, ma in quella relativa al sito di Apollo 14 si va ben oltre. La ripresa, infatti, mostra chiaramente la presenza di una sorta di sentiero che collega il modulo lunare Antares al sito in cui gli astronauti hanno collocato le apparecchiature scientifiche della missione. Abbiamo insomma sotto il naso la prova concreta che quei piccoli/grandi passi che tanto ci hanno fatto sognare quarant'anni fa non furono una bufala.
Forse il modo migliore per festeggiare il quarantesimo anniversario di Apollo 11.


















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#1 Ottimo! Finalmente un pò di
Ottimo! Finalmente un pò di sane prove... Tanto per fare l'avvocato del diavolo, a che quota volava il Lunar Reconnaissance Orbiter? Possibile che con un satellite civile sia possibile fotografare una persona che legge un giornale in una piazza, mentre con un satellite sperimentale della NASA non si riesca a distinguere nettamente un oggetto delle dimensioni di un furgone in totale assenza di fenomeni atmosferici?
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