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Le donne e la chimica

  • Chimica
  • Storia della scienza
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Il 2011 è l'Anno Internazionale della Chimica: lo ha proclamato l'ONU affidando la responsabilità dell’evento all’UNESCO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, e a IUPAC, l'Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata.

La chimica è fondamentale per la nostra comprensione del mondo e dell’universo. Le attività nazionali e internazionali che si svolgeranno nel 2011 svilupperanno e approfondiranno tutti i campi del sapere in cui la chimica svolge un ruolo strategico in quanto scienza pura (chimica di base) e in integrazione ad altre scienze, quali la fisica (astrochimica), la biologia (biochimica, neurochimica), l’industria (chimica di sintesi e industriale, chimica dei materiali). In particolare si affronterà il ruolo della chimica nella preservazione delle risorse naturali e nella tutela dell’ambiente e il suo impatto nello sviluppo economico e nell’innovazione sostenibile.

Nel 2011 si celebra anche il centesimo anniversario dell’assegnazione del Nobel per la chimica a Marie Curie: un'opportunità per celebrare il contributo delle donne nella scienza, e un’occasione per riflettere su quale sia stata la condizione delle donne scienziate nei secoli passati e quale sia adesso. Il libro European Women in Chemistry, realizzato dall’European Association for Chemical and Molecular Sciences (EuCheMS) edito proprio in occasione dell’anno internazionale della Chimica celebra il ruolo delle donne europee nello sviluppo di questa disciplina. Nel volume si racconta la storia scientifica e personale di cinquanta studiose di chimica e i sacrifici che molte di queste grandi donne scienziate hanno dovuto superare per lasciare il segno agli albori di questa disciplina. Dai personaggi più noti, i premi Nobel Marie Curie, Irène Joliot-Curie, Dorothy Crowfoot Hodgkin, Ada Yonath a donne meno note al grande pubblico, ma i cui contributi scientifici sono stati di vitale importanza per il progresso della chimica.

Ripercorriamo qui in breve le biografie e le principali scoperte scientifiche di alcune di queste grandi scienziate, unite tra loro da una passione, la chimica.

Marie CurieLa più famosa è Marie Curie che ha ottenuto un primo premio Nobel per la fisica (con il marito Pierre Curie e Antoine Henry Becquerel) nel 1903 e un secondo premio Nobel nel 1911 per la Chimica. Marie Curie (1967- 1934) nasce a Varsavia in Polonia ma studia chimica e poi fisica alla Sorbonne (l’università è interdetta alle donne in Polonia).  A Parigi conosce anche il futuro marito Pierre Curie, professore di fisica. Insieme i coniugi Curie riescono a identificare due nuovi elementi chimici il polonio e il radio e a descrivere il fenomeno della radioattività, già scoperta da Henry Becquerel, come proprietà intrinseca atomica di alcuni elementi. Il Nobel in Chimica del 1911 viene assegnato a Marie Curie per essere riuscita ad isolare polonio e radio puri. Marie Curie muore di leucemia nel 1934 probabilmente a causa delle radiazioni a cui è stata esposta durante la sua attività di ricerca.

Nel 1935 viene assegnato il premio Nobel per la chimica alla figlia di Marie Curie, Irène Joliot-Curie (1897-1956) e al marito Frédéric Joliot per la scoperta della radioattività artificiale in particolare per essere riusciti a generare isotopi radioattivi sintetici a partire da alcuni elementi non radioattivi.

Irène e Frédéric Joliot-Curie Irène e Frédéric Joliot-Curie.

Anche Irène Joliot-Curie muore di leucemia poco più di vent’anni più tardi. Non solo donne di scienza, Marie e Irène Curie sono attive durante la prima guerra mondiale con unità da campo, le petit Curie, automobili attrezzate con apparecchiature a raggi X. Inoltre Marie Curie fonda nel 1912 l'Institut du Radium, che dirige fino al 1932 quando la direzione passa alla figlia Irène. Oggi chiamato Institut Curie, il centro è tuttora un'importante istituzione scientifica per la ricerca sul cancro. I raggi X sono stati quindi fondamentali per le successive scoperte in campo chimico e biochimico come strumento in grado di studiare la forma e la struttura delle proteine presenti nelle cellule.

Dorothy Crowfoot HodgkinNel 1964 il premio Nobel per la Chimica è assegnato a Dorothy Crowfoot Hodgkin (1910-1994), biochimica inglese, per la determinazione della struttura della cobalammina-vitamina B12 attraverso l’analisi cristallografica. La cristallografia è una tecnica che permette di determinare la struttura tridimensionale di una molecola attraverso l’immagine che essa produce quando viene attraversata da un fascio di raggi X. Tra le molecole identificate oltre alla vitamina B12, il colesterolo, l’insulina e la penicillina. In particolare i dati ottenuti sulla penicillina hanno permesso di progettare e sintetizzare altri antibiotici fondamentali per la cura delle malattie infettive. Dorothy Crowfoot Hodgkin diviene membro della Royal Society nel 1947 e membro dell'American Academy of Arts and Sciences nel 1958. Nel 1965 le viene conferita la più alta onorificenza inglese dalla regina Elisabetta II: viene infatti nominata membro dell' Order of Merit. In seguito si impegna per il diritto allo studio e per l'ottenimento della pace nel mondo, istituendo a Bristol nel 1970 la Hodgkin Scholarship e la Hodgkin House per favorire il diritto allo studio degli studenti provenienti dai paesi africani e asiatici.

Nel 2009 il Nobel per la chimica è assegnato ancora a una biochimica e ancora per la determinazione di biomolecole attraverso cristallografia a raggi X. 

Ada YonathAda Yonath (1939), biochimica israeliana, insieme con Venkatraman Ramakrishnan e Thomas Steitz ha determinato la struttura della subunità maggiore dei ribosomi. I ribosomi sono piccole strutture subcellulari responsabili del trasferimento dell’informazione genetica dal DNA alle proteine. Inoltre Ada Yonath ha sviluppato una nuova metodologia chiamata criocristallografia in cui le proteine da analizzare vengono sottoposte ad un processo di congelamento rapido per ridurre il danno causato dai raggi X.

Rosalind FranklinUn’altra biochimica cristallografa di alti meriti scientifici ma meno fortunata è Rosalind Franklin che ha dato un contributo fondamentale alla scoperta della struttura del DNA. Rosalind Franklin (1920-1958) ebrea inglese studia e lavora a Londra e ottimizza l’analisi cristallografica per la determinazione della struttura del DNA, la molecola biologica contenuta nei cromosomi e che codifica l’informazione genetica. Le immagini del DNA ottenute dalla Rosalind Franklin in cristallografia (la famosa fotografia 51) sono state usate da Watson e Crick senza il suo consenso e senza alcun riconoscimento formale per costruire la struttura del DNA e suggerire il suo ruolo biologico. Watson, Crick e il collega di Rosalind Franklin, Maurice Wilkinson vincono il premio Nobel per la Medicina nel 1962, mentre Rosalind Franklin muore nel 1958 per un tumore alle ovaie contratto a causa delle lunga esposizione ai raggi X.

Nell’anno internazionale della chimica è giusto rendere omaggio a tutte le donne che con abnegazione, passione, creatività e con la loro vita hanno dato un contributo fondamentale alle scoperte scientifiche, che hanno dovuto lottare contro i pregiudizi e le discriminazioni, e che hanno contribuito giorno dopo giorno silenziosamente al miglioramento delle conoscenze scientifiche e all’avanzamento della ricerca.

Ilaria Canobbio

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‹La chimica e la nostra capacità di dominare i suoi segreti su La chimica che aiuta la vita ›
8 settembre, 2011 da MaCSIS


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