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L'anno internazionale della chimica

Il 30 dicembre 2008, presso la sede di Parigi, le Nazioni Unite hanno proclamato il 2011 Anno Internazionale della Chimica (IYC), affidando la responsabilità dell’evento all’UNESCO, l’Organizzazione della Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, e allo IUPAC, l’Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata.

L’istituzione dell’anno celebrativo per la chimica ha come scopo quello di esaltare le conquiste conseguite da questa branca della scienza per il benessere dell’intera umanità.
Ma la vera speranza con la quale la proposta è stata avanzata e sostenuta già nel 2007 da un paese non industrializzato come l’Etiopia, è che l’evento possa risolversi in una grande opportunità per migliorare il rapporto scienza e società in particolare per gli aspetti che riguardano la diffusione della conoscenza e lo sviluppo sostenibile.
Viene dato così ulteriore valore al decennio che le Nazioni Unite hanno voluto proclamare come Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, ossia il 2005-2014.
Il tema principale del IYC 2011 è rappresentato dalla comunicazione scientifica e non solo per il semplice fatto che la stessa manifestazione sia a tutti gli effetti un’ampia, condivisa e accessibile rappresentazione dei successi della chimica.
Subito dopo la proclamazione di Parigi, infatti, il Professor Jung-Il Jin, Presidente dello IUPAC, ha posto come scopo del IYC 2011 quello di «accrescere la comprensione e l’apprezzamento per la chimica, aumentare l’interesse dei giovani per la scienza, e generare entusiasmo per il futuro della chimica». La comunicazione della scienza non si sta limitando dunque alla semplice informazione o divulgazione delle scoperte, ma implica per le istituzioni scientifiche la necessità di creare un clima emotivamente favorevole attorno alla scienza stessa,  stimolando prima la voglia di scoprire il mondo scientifico, poi di comunicare la conoscenza scientifica.
Assumono così primaria importanza iniziative aperte e destinate a tutti i cittadini della scienza promosse all’interno dell’anno celebrativo. Una tra queste è “Tutto è Chimica”, concorso internazionale di fotografia indetto per riscoprire il valore e il carattere di orizzontalità che la chimica presenta, in quanto presente e rilevante in diversi ambiti della vita umana. Il concorso chiede ai diversi partecipanti di immortalare in un’immagine l’impatto che la chimica ha sulla vita quotidiana di tutti noi.
Altra iniziativa molto attesa è invece la “National Fun Chemical Experiment Design Competition” organizzata dalla Academic Division of Chinese Academy of Sciences; un concorso che prevede per tutti gli studenti delle scuole superiori e delle università della Cina la possibilità di collaborare con insegnanti e ricercatori di diversi istituti per progettare esperimenti chimici divertenti.

La comunicazione scientifica viene così sempre più affiancata anche a settori della conoscenza, quali l’arte e le capacità creative, tradizionalmente posti agli antipodi rispetto alla scienza: in questo senso vanno considerate e valorizzate le proposte quali l’evento “Creative Problem Solving nella ricerca chimica” dello scorso 5 maggio negli Stati Uniti, che vede come unico obiettivo quello di rafforzare e migliorare le abilità di pensiero creativo dello scienziato e la sua divulgazione.

Dalle parole del Direttore Generale dell’UNESCO, Koichiro Matsuura, è ben comprensibile come il tema principale della condivisione della conoscenza, tra le diverse fasce della società e i diversi ambiti del sapere umano, si possa intrecciare con quello della diffusione della cultura dello sviluppo sostenibile. Koichiro Matsuura ha affermato che «accrescere la consapevolezza sulla chimica è ancora più importante se pensiamo alla sfida rappresentata dallo sviluppo sostenibile. È sicuro che la chimica giocherà un ruolo importante nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al sostentamento della popolazione mondiale». Sostenibilità e scienza partecipata dunque sembrerebbero due binari che corrono verso la stessa direzione.
In tal senso assumono maggior peso gli eventi organizzati per offrire una prima importante opportunità di condivisione e di confronto sullo sviluppo scientifico.
Lo scorso 10 aprile si è tenuta la 1° Conferenza Internazionale sull’Energia Pulita in Cina, in cui per tre giorni si è offerta la possibilità concreta a ricercatori internazionali di discutere insieme degli ultimi sviluppi nella ricerca sulle energia pulita e sulla tecnologia per lo stoccaggio dell’energia prodotta. L’incontro e lo scambio diventa allora pedina fondamentale per lo sviluppo della scienza, come si legge dalla stessa presentazione dell’evento: «La partecipazione degli studenti alle riunioni sono fortemente incoraggiate e ci auguriamo che i giovani chimici lasceranno gli incontri ispirati a proseguire la loro carriera nel campo delle scienze chimiche e di affrontare le sfide future».

All’interno del IYC 2011 si trova molto spazio dedicato alla discussione partecipata, soprattutto sul tema dell’ambiente. Lo scorso 7 giugno a Vienna, all’interno della “Giornata di colloqui sull'Ambiente '11”, ha preso vita un ampio dibattito tra cittadini ed esperti: la discussione ha avuto come focus la "Green Chemistry" (chimica verde), ovvero il ruolo della chimica contemporanea negli specifici ambiti della lotta ai cambiamenti del clima, oltre che nel più generale rapporto uomo e ambiente.

La partecipazione allargata alla scienza assume un significato fondamentale, nel momento in cui diverse regioni del mondo sottosviluppato vedono nello sviluppo scientifico, in special modo della chimica, il motore della sostenibilità economica e produttiva: il 16 gennaio si è tenuto all'Università di Witwatersrand, nella città di Johannesburg, in Sud Africa, un congresso organizzato dalla Federazione delle Società Africane di Chimica (FASC), all’insegna di un forte entusiasmo per la creatività della chimica, percepita come fondamentale fattore per il futuro dell'Africa; mentre a Bangkok, in Tailandia,  è previsto per il periodo tra il 5 e l’8 settembre 2011 il 14° Congresso Asiatico della Chimica (ACC), ponendo attenzione particolare sulle conquiste e i contributi che la chimica contemporanea potrà offrire da qui in avanti per lo sviluppo e la sufficienza economica di una regione vastissima come quella del sud-est asiatico.
Parallelamente alle linee guida della comunicazione e della sostenibilità su cui sviluppa principalmente l’Anno Internazionale della Chimica, è necessario prendere in considerazione un’ulteriore dimensione che trova largo spazio e rappresentazione tra le diverse manifestazioni in programma: infatti l’anno celebrativo vuole rendere omaggio al contributo fondamentale che le donne hanno saputo offrire alla chimica e alla scienza in generale. Non a caso le celebrazioni hanno avuto come sede per uno tra i primi eventi d’apertura la Jinnah University di Karachi, in Pakistan, ateneo esclusivamente per donne. Qui il 3 gennaio scorso si è tenuta la “Prima Conferenza Internazionale di Chimica sul Suo Ruolo nelle Scienze”, forum per l'interazione tra accademici e ricercatori a livello nazionale e internazionali.
L’evento di chiusura di tutto l’anno celebrativo è stato organizzato invece a Bruxelles per il 1° Dicembre 2011, esattamente a cent’anni dalla consegna del premio Nobel per la chimica a Marie Curie.
La scienziata polacca è stata una donna unica per lo sviluppo scientifico del 900, come dimostra l’ottenimento di due diversi Premi Nobel. Nel 1903 Marie Curie diventa la prima donna insignita di un Premio Nobel, condiviso insieme al marito Pierre Curie, per le ricerche congiunte effettuate sulla radioattività spontanea, e ad Antoine Henri Becquerel a cui si deve la scoperta stessa della radioattività. Nel 1911 è invece unica vincitrice del Premio Nobel per la chimica, consegnatole per la scoperta e per lo studio degli elementi radio e plutonio.
Marie Curie non è stata solo un’illustre donna scienziata del ‘900, ma rappresenta ancora oggi un importante modello per lo sviluppo e la condivisione della conoscenza scientifica: infatti, subito dopo aver scoperto il processo di isolamento del radio, la scienziata polacca non ha depositato alcun brevetto, ma ha deciso di rendere disponibile donare tutto il sapere comunità scientifica.
In Italia si sta focalizzando l’attenzione sulla chimica per la preservazione delle risorse naturali.
Le celebrazioni previste e organizzate in Italia sono coordinate da un Protocollo d’Intesa siglato tra MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), SCI ( Società Chimica Italiana) e Federchimica.
Il Presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi ha affermato che «va raccontata e valorizzata innanzitutto la capacità della chimica di risolvere molti grandi problemi che l’umanità è chiamata ad affrontare, come ad esempio l’accesso all’acqua potabile, il migliore utilizzo dell’energia e la disponibilità di trasporti più efficienti».
Si intuisce anche da queste parole, come la chimica ricopra ancora oggi un ruolo fondamentale per lo sviluppo non solo economico dell’umanità, tenuto conto che l’apporto totale della chimica su un’economia avanzata quale quella del Regno Unito rappresenta il 20% del PIL (fonte Royal Society ), ma soprattutto per uno sviluppo sostenibile e democratico.
Squinzi a tal proposito ci ricorda che «nel 2050 convivranno su questo pianeta 9 miliardi di persone: la chimica ha altrettante ragioni per trovare modi per produrre cibo ed energia per tutti razionalizzando l’uso delle risorse a disposizione».
Per questo diventa cruciale per la chimica, come per le altre discipline scientifiche, la costruzione e il mantenimento di un nuovo rapporto con la società.
In questo senso assume forte significato l’iniziativa “Fabbriche Aperte” operazione ideata da Federchimica dal 1987 e riproposta anche per il ITC 2011, con l’apertura al pubblico degli stabilimenti chimici di oltre 600 imprese associate: l’obiettivo principale del progetto è quello di rafforzare il dialogo e il rapporto tra impresa e territorio nel tentativo, da una parte, di consolidare la fiducia dei cittadini nei confronti dell’industria chimica italiana, dall’altra, di indirizzare l’impresa verso un processo di trasparenza e di massima affidabilità.
Le celebrazioni organizzate in tutto il mondo per l’Anno Internazionale della Chimica sono numerose e di stampi assai diversificati, ma presentano un unico filo rosso: concepire i miglioramenti socio-economici e ambientali futuri, dalla difesa della salute, alla salvaguardia della sicurezza e della tutela dell'ambiente, come imprescindibili da uno sviluppo scientifico in cui società e le altre forme della conoscenza umana non si limitino al ruolo di ricettori passivi, ma al contrario entrino in relazione diretta con i processi di produzione e comunicazione della scienza.

Giuseppe Nucera

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