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Uomo moderno più antico del previsto

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La scoperta in una caverna nel Sud della Cina di resti fossili umani databili con estrema precisione obbliga ad anticipare di oltre 60 mila anni la prima presenza dell'uomo moderno in Asia.

I reperti, due molari e una mandibola, sono stati trovati nel 2007 da un team di antropologi coordinati da Wu Liu (Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology – Beijing) a Zhirendong, una grotta nella Cina meridionale. La loro datazione, ottenuta grazie a metodi di analisi di decadimento radioattivo degli strati rocciosi circostanti, ha indicato che hanno oltre 100 mila anni, un valore che ha sorpreso non poco i ricercatori visto che i resti di uomo moderno più antichi finora scoperti risalivano a 40 mila anni fa.

Nello studio, pubblicato su PNAS, i ricercatori suggeriscono che l'età e la morfologia dei reperti, che presentano un miscuglio di caratteristiche moderne e arcaiche, sono il segno di una più lunga coesistenza di umani arcaici e moderni in Eurasia. Uno scenario che prevede una diffusione – accompagnata da assimilazione di popolazioni e trasmissione del patrimonio genetico – iniziata di gran lunga prima delle innovazioni culturali e tecnologiche del Paleolitico superiore.

Washington University in St. Louis

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Antropologia

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.