Dalle dichiarazioni rilasciate lo
scorso 13 luglio dal Premier giapponese è parso di capire che
venisse messa in forse la scelta nucleare nipponica. Ma ancora non è
chiaro se dobbiamo aspettarci scelte concrete o si tratti di una
manovra politica per riacquistare consensi.
L’Asia è il “continente
emergente” nell’economia della nuova globalizzazione. Da quasi venti anni le
performance della Cina, dell’India e di una dozzina di altri stati localizzati
nel sud-est sono, per intensità e continuità, senza precedenti. La crescita del
sistema produttivo è stata accompagnata da uno sviluppo del sistema di ricerca
e dell’alta educazione ancora più accelerata e tale da ridisegnare la
“geografia della scienza”.
Senza usare mezzi termini, il sismologo
Robert J. Geller (Tokyo University) punta il dito contro la
sismologia Giapponese, a suo dire troppo distratta da metodologie e
obiettivi poco scientifici.
Facciamo il punto della situazione che
regna all'impianto nucleare di Fukushima Daiichi poco più di due
settimane dopo il drammatico uno-due del terremoto e delle tsunami.
Anche se timidamente,
comincia a circolare la voce che per risolvere i problemi di
Fukushima bisognerà ricorrere alle stesse misure impiegate con il
reattore di Chernobyl: seppellire tutto sotto una montagna di
cemento.
Da più
parti si sottolinea come la situazione a Fukushima stia prendendo
davvero una pessima piega. Ci sono enormi difficoltà ad assicurare
ai noccioli il necessario raffreddamento e la fusione delle barre di
combustibile sarebbe già in corso.
Notizie
sempre più allarmanti giungono dall'impianto di Fukushima Daiichi,
ma da più parti si sottolinea come la frammentarietà delle
informazioni finora rese pubbliche possa nascondere un disastro di
proporzioni apocalittiche.
Il terremoto in Giappone ha
reso il giorno più corto, una conseguenza sempre
possibile quando grandi masse del nostro pianeta cambiano la loro
posizione e la Terra accelera o rallenta la sua rotazione.
Il rincorrersi di voci, dichiarazioni
ufficiali, allarmi e smentite rende molto difficile delineare con
precisione tipologia ed entità dei danni subiti dall'impianto
giapponese di Fukushima Daiichi e il conseguente rischio nucleare.Tentiamo comunque di ricostruire
l'accaduto.