fbpx Un robot per la neurochirurgia | Page 2 | Scienza in rete

Un robot per la neurochirurgia

Primary tabs

Read time: 2 mins

Presentata a Verona per la prima volta la simulazione di un intervento al cervello assistito da Robocast, il sistema robotico progettato per assistere e guidare il neurochirurgo nel corso dell'intervento.

L'ambizioso progetto – cofinanziato con circa 3 milioni e mezzo di euro dalla Commissione Europea – è iniziato ufficialmente tre anni fa e ha visto la partecipazione di numerose istituzioni italiane e internazionali. Oltre al Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano, il Dipartimento di Scienze neurologiche dell'Università di Verona, l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, l'Università di Siena e l'azienda Cf Consulting, infatti, hanno dato il loro contributo anche l'Imperial College di Londra, la Hebrew University di Gerusalemme, il Dipartimento di Scienza dell'informazione dell'Università di Monaco e l'Istituto di tecnologia di Karlsruhe.

L'obiettivo era quello di ideare un sistema computerizzato che guidasse il neurochirurgo negli interventi di chirurgia cerebrale poco invasiva di tipo keyhole, cioè eseguiti attraverso un foro praticato nel cranio. Grazie a Robocast – questo il nome del sistema robotico – il chirurgo pilota con estrema accuratezza una sonda percependo nel contempo la sua forza di penetrazione, condizione indispensabile per stimare il tessuto attraversato.
Grazie al sofware di pianificazione intelligente del sistema, il chirurgo può scegliere la traiettoria più vantaggiosa evitando i potenziali rischi operatori. L'accuratezza del movimento viene garantita dal sistema di controllo, in grado di gestire errori inferiori al millimetro.
Numerose le patologie che possono essere diagnosticate e curate grazie a Robocast. Si va dai tumori cerebrali all'epilessia, dalla sindrome di Tourette a sindromi funzionali quale ad esempio la cefalea a grappolo.

Università di Verona

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Medicina

prossimo articolo

Prendersi una pallottola in testa è un rischio quotidiano per i bambini di Gaza

Proiettile su disegno infantile

I medici a Gaza hanno osservato un pattern inquietante: bambini e bambine con una singola ferita da arma da fuoco alla testa o al torace, segno che sono stati deliberatamente presi di mira. Risultati di un’inchiesta giornalistica, confermati da due studi e ripresi dalle Nazioni Unite nella loro relazione del 18 giugno. Immagine: Scienza in rete

Il prestigioso premio europeo per la stampa, Distinguished Reporting Award 2026, che riconosce, onora e incoraggia il giornalismo di qualità in tutta Europa, è stato assegnato a «Cosa ci dicono le ferite» di Maud Effting e Willem Feenstra, pubblicato da De Volkskrant, Paesi Bassi, il 13 settembre 2025. In Italia ne hanno dato conto poche testate, per lo più on line.