fbpx Tutti i rischi per la salute | Scienza in rete

Tutti i rischi per la salute

Primary tabs

Read time: 1 min

Ora che la notizia del riscontro di iodio radioattivo nel latte di quattro donne giapponesi ha fatto il giro del mondo, ci si continua a chiedere quale sarà l‘impatto sulla salute del terremoto e dello tsunami che si sono abbattuti sulla centrale di Fukushima. Dopo tutto il parlare, a proposito e purtroppo talvolta anche a sproposito, delle scorse settimane, il New England Journal of Medicine,  dall’alto della sua autorevolezza, porta finalmente un po’ di chiarezza. Lo fa con un approfondimento firmato da un gruppo di esperti dell’Università di Pennsylvania a Philadelphia che descrivono, prove alla mano, con l’ausilio di schemi e tabelle molto chiari, quali possono essere i rischi a breve e lungo termine  dell’esposizione alle radiazioni. Per questo raccomandano che siano messi a punto algoritmi precisi e piani di emergenza pronti da mettere in atto in questi casi, per fortuna rarissimi.

New Engl J MEd pubblicato online il 20 aprile 2011 doi: 10.1056/NEJMra1103676

Autori: 
Sezioni: 
Nucleare

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.