La notizia non attenua i sensi di colpa per gli stravizi di fine anno, ma offre un nuovo argomento a favore dei cultori del cioccolato fondente di alta qualità: il suo consumo regolare per alcune settimane, in persone sane e non ipertese o con valori pressori appena sopra la norma, abbassa la pressione sistolica in media di circa 5 mm Hg e la diastolica di 2,5 mm Hg. Il calcolo viene da una metanalisi di dieci studi randomizzati e controllati in cui l’assunzione di cacao ricco di flavanolo o un prodotto placebo è stata prescritta a quasi trecento persone per un periodo variabile da 2 a 18 settimane. L’idea che i prodotti a base di cacao potessero sortire questo effetto benefico viene dal caso degli indiani Kuna, abitanti in un’isola al largo di Panama: in questa popolazione, che fa largo uso di bevande al cacao naturale ricco di flavanolo, l’ipertensione è praticamente sconosciuta, mentre si presenta con una frequenza pari alla norma tra coloro che si trasferiscono in città.
Terapia al cioccolato
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Il caldo sul lavoro è un’emergenza sanitaria in crescita

Il cambiamento climatico è anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro: in Italia, nelle giornate di caldo estremo il rischio di morire per un infortunio aumenta del 61%, con agricoltura e costruzioni tra i settori più esposti. Le ordinanze regionali e gli strumenti previsionali hanno rafforzato la prevenzione, ma restano disuguaglianze, scarsa consapevolezza dei rischi e tutele insufficienti. E senza adeguate misure di adattamento, nei prossimi decenni gli infortuni legati al caldo sono destinati ad aumentare.
È ampiamente condiviso come il cambiamento climatico si configuri come una reale emergenza sanitaria e una sfida epocale. Una riflessione su come tale emergenza sanitaria riguardi anche la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale. Storicamente, la ricerca in ambito occupazionale ha consentito di identificare e caratterizzare rischi per la salute dei lavoratori dovuti a sostanze presenti anche negli ambienti di vita (solitamente a più bassi livelli di esposizione).