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Svelato il segreto delle pergamene

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Il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano ha condotto un'indagine scientifica senza precedenti su una Bibbia da mano. Il libro è custodito nella Biblioteca medicea Laurenziana di Firenze dal 1685, dopo essere arrivato in Italia dalla Cina e, per questo, ribattezzato “la Bibbia di Marco Polo”. Finora si pensava che le pagine in pergamena del volume fossero realizzate con la pelle di feti d’agnello, per via dell'estrema sottigliezza delle pagine (80micron). Si tratta di una credenza storicamente molto diffusa che accomunava libri e documenti ecclesiastici di pregio. L’equipe guidata da Lucia Toniolo e Pier Giorgio Righetti ha studiato, per la prima volta al mondo, il proteoma di una pergamena così antica (la Bibbia di Marco Polo risale agli anni Trenta del Duecento) per determinarne la natura e verificare così la credenza. Lo studio è appena stato pubblicato su una delle più autorevoli riviste scientifiche di proteomica, il Journal of Proteomics. Il team di ricercatori, oltre ad aver eseguito la caratterizzazione spettroscopica nell'infrarosso che ha permesso di individuare chiaramente che si tratta di materiale pergamenaceo - cioè di collagene - e lo studio dello stato di conservazione della pergamena attraverso indagini al microscopio elettronico a scansione che ha mostrato la struttura delle fibre di collagene, ha condotto l'indagine proteomica per determinare la specifica natura animale del collagene stesso. Nello specifico, una soluzione della miscela di peptidi (proteine) contenuti nel materiale è stata analizzata mediante spettrometria di massa e, attraverso il confronto con opportuni database, è stato possibile accertare che si tratta di una pergamena di pelle di vitello. L'identificazione di otto proteine appartenenti al "genus Bos Taurus", ha permesso infine di sfatare questo mito, per altro poco ragionevole.

L'importanza di questo lavoro risiede nell'aver dimostrato che è possibile, anche su un tessuto animale molto invecchiato, studiare il suo genus di provenienza. In futuro, estendendo questo tipo di studi a numerosi manufatti storici, sarà possibile chiarire la tecnologia di produzione delle pergamene e l'assemblaggio dei diversi folia in un unico manoscritto. Indicazioni, queste, di estremo interesse per gli storici, gli studiosi di manoscritti e gli archivisti.

 

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