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Il SuperB si chiamerà Cabibbo

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Cabibbo. Si chiamerà così, in onore del grande fisico, il nuovo centro internazionale di fisica fondamentale e applicata promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dall’Università di Roma Tor Vergata, che hanno formalizzato la costituzione del consorzio per la realizzazione dell’acceleratore SuperB. Si tratta di uno dei più rilevanti tra i 14 progetti bandiera del Piano di Ricerca Nazionale del MIUR ed è stato approvato dal documento di programmazione economica del CIPE con un finanziamento di 250 milioni di euro. “I progetti bandiera - ha commentato il presidente dell’Infn Roberto Petronzio - rappresentano una scelta innovativa della politica di finanziamenti pubblici alla ricerca, in linea con analoghe strategie di altri paesi europei per la costituzione di un parco europeo di infrastrutture scientifiche.”

Il grande anello acceleratore della SuperB, in cui si scontreranno elettroni e positroni, occuperà un’area di circa 30 ettari del campus dell’Università di Roma Tor Vergata e sarà ben collegato con i vicini Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN. L’obiettivo dei fisici è quello di gettare luce su alcune delle grandi questioni della fisica contemporanea. Ad esempio sui meccanismi che hanno prodotto la scomparsa dell’antimateria poco dopo il Big Bang, ai primordi della storia del nostro Universo o sulle forze che tengono uniti i componenti fondamentali della materia. Il programma di ricerca di SuperB è complementare a quello della grande macchina del CERN LHC, poiché i due acceleratori si affacciano verso due diverse frontiere della fisica sperimentale delle alte energie: intensità ed energia. SuperB punterà ad aumentare  l’intensità delle collisioni dei fasci di particelle e quindi la produzione di  fenomeni fisici estremamente rari e non ancora esplorati. LHC invece ha aumentato in modo straordinario l’energia a cui avvengono le collisioni, indagando la nuova  fisica prodotta in questo modo.  Il balzo in avanti della luminosità (ovvero del numero di collisioni prodotte) di SuperB si basa su idee sviluppate in Italia e sperimentate dalla divisione acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, con la macchina Dafne.

La stessa infrastruttura però  fornirà nuove tecnologie e avanzati strumenti di sperimentazione alle ricerche di fisica della materia, biologia, nanotecnologie e biomedicina. SuperB  offrirà infatti da subito a un’ampia comunità scientifica interdisciplinare, italiana e internazionale la possibilità di utilizzare le linee di luce innestate lungo il percorso della macchina. In diverse di queste facilities  verrà raccolta e indirizzata  la cosiddetta “luce di sincrotrone” derivante dagli elettroni nella loro corsa nell’acceleratore. Fasci di luce con caratteristiche uniche per coerenza e collimazione consentiranno di  visualizzare strutture biologiche o inorganiche a una risoluzione mai raggiunta e di scattare delle “microistantanee”  dei processi biochimici in atto. Potranno essere utilizzati nella costruzione di nano strutture o di componenti elettronici. Saranno utili per la sintesi di nuovi farmaci o materiali innovativi.

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