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Sulla mappa anche il tricolore

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Parteciperà anche l’Italia al Progetto internazionale di mappatura di 50 diversi tipi di tumori, annunciato l’aprile scorso  su Nature, da cui si spera di ottenere un’importante mole di informazioni che saranno messe a disposizione di tutti i ricercatori del mondo per affinare diagnosi, prognosi e terapia. Al gruppo dell’Università di Verona coordinato da Aldo Scarpa, direttore del centro Arc-net – Alleati per la ricerca sul cancro, che mette in rete le competenze e le risorse dell’ateneo e dell’azienda ospedaliera della città scaligera - è stata affidata l’analisi dei tumori endocrini ed esocrini rari del pancreas.

Gli adenocarcinomi, che rappresentano il 90 per cento dei casi, sono l'oggetto di studio dei colleghi australiani: una prima parte dei loro risultati, insieme con quelli relativi alla mammella e al fegato, prodotti rispettivamente da ricercatori britannici e giapponesi, sono già online sul sito dell’International Cancer Genome Consortium. Il lavoro dei ricercatori scaligeri, che prevede l’esame di 250 campioni, provenienti per lo più dal gruppo interdisciplinare per il cancro del pancreas dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona diretto da Paolo Pederzoli, sarà sostenuto anche da un finanziamento di 8 milioni di euro stanziato dal ministro Maria Stella Gelmini.

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Cancro

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screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wodereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.