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Spegnere l'ictus

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Bloccando la cascata del complemento si possono limitare i danni di un ictus ischemico. E per farlo, ci potrebbe essere una finestra temporale maggiore rispetto alle quattro ore e mezza utili per intervenire con l'attivatore tessutale del plasminogeno, l'unica terapia efficace fino  a oggi a disposizione dei medici. Uno studio condotto all'Istituto Mario Negri di Milano, infatti,  mostra che c'è anche un altro modo, oltre alla trombolisi, per curare le vittime dell'ictus, terza causa di morte e prima causa di invalidità nei paesi sviluppati. «Abbiamo verificato su due modelli animali l'efficacia dell'inibitore del C1» precisa Maria Grazia De Simoni, che ha coordinato il lavoro. «L'effetto protettivo tuttavia non sembra derivare tanto dal blocco del C1 quanto dall'interazione con la proteina del complemento MBL (Mannose Binding Lectin)». Negli animali il trattamento ha ridotto le conseguenze dell'ischemia anche quando veniva somministrato 18 ore dopo l'evento: solo l'avvio di trial con questo prodotto, peraltro già utilizzato nella pratica nei casi di angioedema ereditario e acquisito, permetterà di sapere se ciò vale anche per gli esseri umani.

Annals of neurology pubblicato online l'11-5-2009

 

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Medicina

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