Una ricerca condotta presso
l'Università del Minnesota dimostra che gli effetti devastanti del
fumo sono pronti a scatenarsi già mezz'ora dopo che si è buttato il
mozzicone.
Si sa, fumare fa male – nel mondo
ogni giorno 3000 persone muoiono per cancro ai polmoni e nel 90% dei
casi alla sua origine vi è il fumo delle sigarette – ma che il
danno potesse essere così rapido non se lo aspettavano neppure i
ricercatori. Stephen Hecht (Masonic Cancer Center and Department of
Pharmacology - University of Minnesota) e collaboratori hanno seguito
in 12 fumatori volontari la produzione di un particolare idrocarburo
polinucleare aromatico (il fenantrene) associato al fumo della
sigaretta. La scelta di sorvegliare questo agente chimico è legata
al fatto che, una volta immesso nel sangue, produce una sostanza
tossica che induce le mutazioni genetiche all'origine del tumore.
Nello studio, pubblicato su Chemical
Research in Toxicology, si evidenzia come la produzione della
tossina raggiunga i valori massimi già 15-30 minuti dopo che i
volontari hanno terminato la loro sigaretta. Gli effetti sono così
devastanti e immediati, sottolineano i ricercatori, che è come
se la tossina venisse direttamente iniettata nel sangue.
Sigaretta, danno immediato
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Tipping points e cambiamento climatico: non tutti sono negativi

Ci sono momenti in cui un’invenzione, un’idea o un cambiamento apparentemente circoscritto modificano in profondità il nostro modo di vedere il mondo. È accaduto con il telescopio di Galileo e, secoli dopo, con "Primavera silenziosa" di Rachel Carson. Sono tipping points, punti di svolta capaci di produrre conseguenze enormi e inattese. Oggi il termine evoca soprattutto le soglie critiche del cambiamento climatico. Ma esistono anche tipping points positivi: innovazioni tecnologiche, economiche e sociali che possono accelerare la transizione e contribuire a contrastare la crisi climatica.
Nel 1608 un fabbricante di occhiali, l'olandese Hans Lippershey, sovrappone due lenti e realizza il primo approssimativo modello di telescopio: lo strumento si diffonde in pochi mesi in tutta Europa. L’anno seguente Galileo ne comprende l’importanza, lo perfeziona e lo rende idoneo per esplorare il cielo (la vicenda è narrata da Massimo Bucciantini, Il telescopio di Galileo. Una storia europea, pubblicato da Einaudi nel 2012). L’invenzione dissolve in breve tempo un modo di vedere e concepire l’universo durato per migliaia di anni.