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Raggi cosmici da bozzoli stellari

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Lo strumento LAT a bordo dell'osservatorio orbitante Fermi ha rilevato la produzione di raggi cosmici all'interno delle turbolente bolle di gas della regione di formazione stellare nota come Cignus X.

Le osservazioni, pubblicate su Science dai ricercatori della collaborazione Fermi Large Area Telescope, individuano dunque un'altra possibile origine per le misteriose particelle ad alta energia scoperte nel 1912 che bombardano incessantemente la nostra atmosfera. Finora, infatti, si puntava il dito soprattutto verso le esplosioni di supernova e le loro violentissime onde d'urto, in grado di accelerare i protoni e i nuclei più pesanti che costituiscono la maggior parte dei raggi cosmici.

L'osservatorio orbitante Fermi ha invece scoperto in Cignus X, una turbolenta regione distante 4500 anni luce in cui stanno nascendo migliaia di stelle massicce, il segnale gamma associato a raggi cosmici appena prodotti all'interno delle immense cavità che la nascita di quelle stelle genera entro le nubi di gas. L'intensa radiazione ultravioletta e i violentissimi venti stellari di queste stelle massicce appena nate, infatti, scavano giganteschi bozzoli all'interno dei quali le onde d'urto si propagano anche a centinaia di chilometri al secondo.

Prima di riuscire a fluire verso lo spazio esterno i raggi cosmici prodotti nelle bolle sono per qualche tempo sballottati qua e là, imprigionati in quell'ambiente così tumultuoso. Ed è proprio dentro quel flipper cosmico che li intrappola che Fermi LAT è riuscito a scovarli. Potrà sembrare quasi uno scherzo, ma il primo a suggerire per i raggi cosmici un simile meccanismo fu proprio Enrico Fermi circa sessant’anni fa.

INAF

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Astrofisica

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