fbpx Quando l'alieno sbarca al porto | Scienza in rete

Quando l'alieno sbarca al porto

Primary tabs

Read time: 2 mins

Determinano alterazioni profonde degli ecosistemi e minacciano direttamente un quinto dei vertebrati già in pericolo di estinzione su scala globale: sono le specie alloctone invasive, introdotte dall’uomo e sempre più pericolose per la biodiversità. Un prezzo alto per l’ambiente, ma non solo. Questo fenomeno, nella sola Europa, determina perdite per oltre 12 miliardi di euro l’anno. 

In che modo queste specie, vegetali e animali, vengono introdotte in habitat di norma a loro estranei? L’analisi dei vettori di introduzione evidenzia il ruolo cruciale svolto dalle immissioni accidentali di invertebrati terrestri e specie marine, che si spostano lungo le rotte commerciali che collegano l’Europa con il resto del mondo. Le sole acque di zavorra veicolano il 21% delle specie marine alloctone registrate nel Mediterraneo ed è nei porti, infatti, che queste vere e proprie invasioni biologiche hanno luogo. Stesso problema presso gli aeroporti, dove giungono dagli angoli più remoti del Pianeta piante spesso portatrici di parassiti. Le azioni per ridurre l’impatto del fenomeno sono ancora allo studio dell’Unione Europea. In attesa di una direttiva ad hoc, i Paesi che si affacciano sul Mare nostrum devono comunque fare i conti con un’invasione di specie aliene in aumento. Si stima, infatti, che nel periodo 1970 – 2007, in Europa, il fenomeno sia cresciuto del 76%. 

Un nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale, diretti da Piero Genovesi, e da un team di studiosi dell’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) guidati da Riccardo Scalera, ha esaminato le invasioni di mammiferi in Europa dal Neolitico ad oggi, contandone ben 740 e risalendo, in 635 casi, anche alla data di introduzione. 

In alcuni casi, è la domanda commerciale a determinare la presenza di specie presenti in habitat a loro estranei, come nel caso degli animali esotici o destinati all’abbattimento nel corso delle stagioni venatorie. A preoccupare gli studiosi, il fatto che siano soprattutto le specie autoctone a soffrire di queste anomale presenza, molte delle quali, qualora il fenomeno non venisse arrestato, rischierebbero l’estinzione. Altro aspetto tutt’altro che marginale, i pericoli per la salute umana. Si pensi allo scoiattolo siberiano, introdotto come animale domestico nel 1960 in Francia e vettore, a causa delle zecche che ospita, della cosiddetta “malattia di Lyme”.  


Autori: 
Sezioni: 
Biodiversità

prossimo articolo

E se l’AI uccidesse la nostra immaginazione?

macchina da scrivere

Una recensione del libro Tutta un’altra storia di Fabrizio Allione e Riccardo Milanesi (Codice edizioni, 2026): che ne sarà della nostra creatività se può fare tutto Claude? Un articolo di giornale che scrivo con ChatGPT è mio? Dove va a finire il gusto di inventarsi nuove storie se nessuno crederà che è tutta farina del mio sacco?

Foto di rawpixel da Pixabay

Tutta un’altra storia di Fabrizio Allione e Riccardo Milanesi (Codice edizioni, 2026, 320 pagine, 20€) è innanzitutto un libro di filosofia, che mi ha lasciato più inquieto di prima. Non so quale fosse l’intenzione degli autori, ma è piuttosto ovvio che uno degli scopi fosse porre le domande, senza necessariamente rispondere o tranquillizzare. Sottotitolo: Scrivere e raccontare nell’era dell’intelligenza artificiale.