fbpx Prima mappa dei metili | Scienza in rete

Prima mappa dei metili

Primary tabs

Read time: 2 mins

Dopo la mappa del genoma umano, ecco la prima analisi dettagliata dell'epigenoma, cioè di quelle modificazioni esterne alla sequenza del DNA che regolano l'espressione dei geni. I ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, in California, sono riusciti per la prima volta a mappare, nucleotide per nucleotide, tutte le basi metilate nel genoma umano, confrontando la loro disposizione in una cellula staminale embrionale, ancora totipotente, con quella di un fibroblasto fetale, già differenziato: l'aggiunta di un gruppo metile è infatti da tempo riconosciuta come uno dei principali meccanismi che regolano l'attività dei geni. «Tra i due tipi di cellule abbiamo osservato notevoli differenze » spiega Joseph Ecker, il direttore del Laboratorio di analisi genomica che ha coordinato il lavoro. «In particolare, quasi un quarto delle metilazioni sul genoma embrionale non riguarda il complesso guanina-citosina, come invece accade nelle cellule che hanno già preso la loro strada. E' probabile quindi che a livello embrionale la metilazione agisca con diversi meccanismi». Meccanismi di regolazione che è importante conoscere per la lotta a parecchie malattie, tanto che l'anno scorso i National Institutes of Health hanno contribuito a creare un programma quinquennale, il Roadmap Epigenomics Program, da 190 milioni di dollari e in Europa il Consorzio per l'epigenoma gode di un finanziamento di 12,5 milioni di euro da parte della Comunità europea.   

Nature advance online publication 14 October 2009 | doi:10.1038/nature08514

Autori: 
Sezioni: 
Epigenetica

prossimo articolo

Malvaldi e la statistica del ragionevole dubbio

dadi e lente di ingrandimento

Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.