fbpx Il pilota del rover Curiosity al Planetario di Milano | Page 14 | Scienza in rete

Il pilota del rover Curiosity al Planetario di Milano

Primary tabs

Read time: 1 min

Paolo Bellutta e CuriosityL’atterraggio sul Pianeta Rosso del Mars Science Laboratory (MSL), meglio noto con il nome di Curiosity, avvenuto il 6 Agosto 2012, è stato senza dubbio uno degli eventi scientifici più seguiti in tutto il mondo. Ma, quello che forse non tutti sanno è che c’è una mano italiana a guidare il cammino del rover sul suolo marziano: Paolo Bellutta, fisico originario di Rovereto.
Il nostro connazionale è stato assunto nel 1999 dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California, e “su” Marte ha già lavorato occupandosi delle sonde di generazione precedente a Curiosity, Spirit e Opportunity, atterrate sul quarto pianeta del Sistema Solare nel gennaio del 2004.


E’ Paolo Bellutta, insieme al team di Curiosity, a preparare la lista di comandi che il veicolo deve eseguire al fine di non cacciarsi nei guai, come pendii troppo scoscesi o ostacoli troppo grandi che renderebbero la situazione irrisolvibile. Infatti, le difficoltà sono all’ordine del giorno se si pensa che si sta manovrando un robot distante ben 560 milioni di Km dalla Terra. 
Ma come ci si riesce? Quanto è difficile? Ce lo racconterà durante i tre incontri previsti presso il Planetario di Milano il prossimo 6 Aprile, alle ore 15.00, 16:30 e 21:00.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Eventi

prossimo articolo

Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.