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Occupazione stabulario: la condanna di CNR e Università

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L’Università degli Studi di Milano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, in merito all’aggressione e alla devastazione avvenuta sabato 20 aprile nello stabulario di Via Vanvitelli, dove operano ricercatori del Dipartimento di biotecnologie e medicina traslazionale dell’Università e della sezione milanese dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, condannano l’ennesima, violenta e illegittima aggressione che ha avuto protagonisti cinque attivisti, sostenuti da un centinaio di manifestanti all’esterno della struttura.

La situazione di grave pericolo, creata dagli stessi occupanti, ha costretto a una soluzione di cui gli attivisti portano piena responsabilità, allo scopo di impedire conseguenze ancora più gravi per l’incolumità delle persone coinvolte e per la tutela dell’ordine pubblico.

L’Università degli Studi di Milano ha già provveduto a denunciare, per tutti i gravi reati commessi, gli attivisti responsabili dell’ennesima manifestazione di violenza e di illegalità.

Intendiamo ribadire la nostra piena e totale solidarietà a tutti i ricercatori coinvolti, indicati, durante la manifestazione e in seguito su diversi siti collegati all’operazione, come “maledetti assassini”, “torturatori”, con una violenza verbale inaccettabile.

Non è più tollerabile che il lavoro di tanti possa venire vanificato da persone che operano come se non esistessero leggi, e compiono reati che rischiano di rimanere impuniti.

Le ricerche condotte nei nostri laboratori, e sostenute da enti nazionali e internazionali, hanno sempre seguito tutte le procedure di approvazione previste dal Ministero, e sono effettuate nel pieno rispetto di tutte le norme di condotta nazionali e internazionali sulla sperimentazione, garantendo la massima cura e protezione possibile per gli animali.

Noi lavoriamo nella consapevolezza che la sperimentazione sull’animale, condotta secondo il rispetto delle regole, rappresenti ancora un passaggio inevitabile e non sostituibile della ricerca scientifica, e a tutela di quanti devono essere sottoposti a terapie farmacologiche. Le presunte informazioni sulle cosiddette sperimentazioni alternative rappresentano delle semplificazioni strumentali, perché nessun sistema in vitro può sostituire la complessità del più semplice organismo vivente. Le ricerche che si svolgono nei laboratori danneggiati erano mirate alla cura di malattie gravissime per le quali non esiste oggi alcuna cura. 

Soprattutto, crediamo sia necessario il rispetto delle leggi, e delle regole. 

Questa dittatura della minoranza ci offende profondamente. Come hanno scritto i nostri ricercatori, le persone responsabili degli eventi dello scorso sabato hanno oltraggiato non solo la comunità scientifica ma tutta la comunità che sostiene e crede nella ricerca al servizio della salute dell’uomo. 

Gianluca Vago, Rettore, Università degli Studi di Milano
 

Tullio Pozzan, Direttore Dipartimento di Bioscienze, Consiglio Nazionale delle Ricerche

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Animalisti

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