fbpx Neutroni in bilico tra due universi | Page 4 | Scienza in rete

Neutroni in bilico tra due universi

Primary tabs

Read time: 2 mins

Per spiegare alcune anomalie nel conteggio di neutroni in alcuni esperimenti a bassissima temperatura, due fisici teorici dell'Università dell'Aquila ipotizzano l'esistenza di particelle-specchio provenienti da un universo parallelo.

Nel loro studio, pubblicato su European Physical Journal C, Zurab Berezhiani e Fabrizio Nesti hanno analizzato i dati sperimentali ottenuti dal gruppo di ricerca di Anatoly Serebrov presso l'Istituto Laue-Langevin di Grenoble dai quali emerge una problematica "perdita" di neutroni: per brevi periodi viene persa completamente ogni traccia di alcune di queste particelle. Berezhiani e Nesti, rilevando una possibile correlazione tra il tasso di perdita di neutroni liberi e la direzione e l'intensità del campo magnetico, suggeriscono che questo fenomeno si potrebbe spiegare chiamando in causa l'interazione con un universo parallelo.

In tale universo esisterebbero neutroni-specchio in grado di interagire con le particelle gemelle del nostro universo scambiandosi reciprocamente di posto per brevi periodi. Si tratterebbe insomma di una sorta di oscillazione neutrone/neutrone-specchio la cui durata temporale è stimata dai due fisici in pochi secondi. La nostra impossibilità a rilevare tali particelle-specchio spiegherebbe come mai il fenomeno ci appaia come una "sparizione" momentanea di elettroni.

Secondo Berezhiani e Nesti, perchè questa interazione tra i neutroni dei due universi sia possibile occorre che la Terra sia circondata da un campo magnetico "specchio" dell'ordine di 0.1 Gauss. Una presenza che, se confermata, aprirebbe clamorosi sviluppi non solo nella fisica delle particelle, ma anche in astrofisica e cosmologia.

Phys.Org

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Fisica Teorica

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.