fbpx L'antica arte del casaro | Scienza in rete

L'antica arte del casaro

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo un recente studio, le prime tracce di produzione del formaggio risalirebbero al VI millennio a.C. La prova: un rudimentale colino d'argilla nel quale sono state trovate tracce dei tipici acidi grassi del formaggio.

La scoperta, pubblicata nei giorni scorsi su Nature, è opera di un team di ricercatori che hanno analizzato un manufatto di terracotta risalente a oltre 7000 anni fa proveniente da un sito archeologico nella regione di Kuyara, in Polonia. Il manufatto, una sorta di recipiente nel quale sono stati praticati numerosi piccoli fori, proprio per la sua morfologia era stato interpretato come un colino e associato fin dal suo ritrovamento alla tecnica di produzione del formaggio, ma mancavano le prove.

Adesso ci sono: i ricercatori hanno infatti analizzato i residui di grassi presenti in quel rudimentale colino preistorico rilevando la traccia caratteristica degli acidi grassi del latte. Secondo Mélanie Salque (University of Bristol), prima autrice dello studio, siamo per la prima volta in presenza di una prova concreta della capacità dei preistorici europei di produrre formaggio. Non è la prima volta che vengono rilevate tracce di latte in recipienti preistorici, ma questa volta la tipicità del manufatto indica che già nel VI millennio a.C. il latte veniva lavorato per produrre formaggio, un'ottima strategia per conservare nel tempo i suoi preziosi benefici nutrizionali.

University of Bristol

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Archeologia

prossimo articolo

Gli Stati Uniti si sfilano dalle agenzie di cooperazione e ricerca globale

Mercoledì 7 gennaio Trump ha annunciato con un memorandum il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, incluse le principali piattaforme di cooperazione scientifica sul clima, biodiversità, migrazione e salute globale. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che queste istituzioni sono «ridondanti, mal gestite, inutili, dispendiose, monopolizzate da interessi con agende contrarie alle nostre». I danni del ritiro statunitense sono enormi perché minano alla radice il multilateralismo e la cooperazione scientifica internazionale.

Mercoledì 7 gennaio 2026, mentre il Congresso discuteva gli stanziamenti 2026 per le agenzie scientifiche federali (vedi articolo di Patrizia Caraveo), la Casa Bianca ha firmato un memorandum presidenziale che segna forse il punto di non ri