fbpx L'ammasso più distante | Scienza in rete

L'ammasso più distante

Primary tabs

Read time: 1 min

Già da tre anni gli astronomi sospettavano che JKCS041 fosse un ammasso di galassie collocato a oltre dieci miliardi di anni luce. Lo aveva individuato un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Stefano Andreon (INAF - Milano) nel corso di una campagna osservativa con il telescopio infrarosso britannico UKIRT (United Kingdom Infrared Telescope). La distanza era stata stimata con precise osservazioni al CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope) e grazie al telescopio spaziale Spitzer. Mancava, però, la conferma definitiva.

Per provare che davvero si era in presenza del più lontano ammasso di galassie mai osservato - un miliardo di anni luce più lontano rispetto al record precedente - era necessario rilevare l'emissione X prodotta dal gas caldissimo presente tra le galassie di JKCS041, rilevazione finalmente compiuta con successo grazie all'osservatorio spaziale Chandra.

Più che il record di distanza, però, agli astronomi interessa aver individuato un ammasso di galassie in un'epoca in cui l'Universo aveva solamente un quarto dell'età attuale. Secondo i modelli evolutivi correnti, JKCS041 si colloca proprio al limite dell'epoca in cui si prevede siano apparsi i primi ammassi di galassie. Il suo studio, dunque, potrà darci incredibili informazioni su come l'Universo si sia incamminato verso la sua forma attuale.

Fonti: INAF, Chandra X-Ray Observatory

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.