Il Decreto per lo sviluppo approvato ieri dal Consiglio dei ministri, in mezzo ad altre misure anche controverse, comprende finalmente anche un tentativo di dare sostegno alla ricerca: in particolare il provvedimento prevede, in via sperimentale per gli anni 2011-2012, un credito di imposta del 90% a favore di una serie di soggetti pubblici e privati che finanziano progetti di ricerca in Università o enti pubblici di ricerca. Queste istituzioni potranno sviluppare i progetti così finanziati anche in associazione con altre strutture di ricerca, anche private, di equivalente livello scientifico, senza escludere che il Ministero potrà ulteriormente estendere la definizione dei possibili beneficiari.
Il credito è stabilito in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012 per l’importo percentuale che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuali nel triennio 2008-2010, fermo restando che l’importo degli investimenti in progetti di ricerca resta integralmente deducibile dall'imponibile delle imprese.
Il sostegno alla ricerca
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Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.
Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.
Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.