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Il Planck a Giorgio Parisi

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Nella bacheca sempre più popolata del fisico italiano Giorgio Parisi si aggiunge oggi la medaglia Max Planck, assegnata ogni anno dalla prestigiosa Società Tedesca di Fisica. "I suoi importanti contributi teorici in fisica delle particelle elementari, nell'ambito della teoria quantistica e della fisica statistica e in particolare dei sistemi disordinati come i vetri di spin" lo hanno fatto quest'anno spiccare su tutti gli altri concorrenti, portandolo nuovamente in vista di quel premio Nobel ancora sfuggente. Prima di lui la medaglia d'oro massiccio intitolata a uno dei padre della meccanica quantistica è andata a tutti i principali protagonisti della fisica del '900 a partire dallo stesso Max Planck e Albert Einstein nel 1929, passando per gli italiani Enrico Fermi nel 1954 e Bruno Zumino nel 1989.

Giorgio Parisi, che attualmente insegna Reti Neurali e dirige il centro di ricerca su Meccanica Statistica e Complessità (SMC) all'Università Sapienza di Roma, è famoso in tutto il mondo per aver brillantemente trattato un'importante classe di problemi di meccanica statistica legati ai cosiddetti vetri di spin. Un ambito della fisica teorica che ha dimostrato negli anni una prolifica serie di ricadute applicative anche al di fuori della fisica, sconfinando nella biologia, nell'immunologia, nell'etologia, nell'analisi dei mercati finanziari, ecc. Durante la sua ormai quarantennale carriera ha rivolto il suo interesse anche alla fisica delle particelle elementari (equazioni Altarelli-Parisi), alla teoria delle stringhe, ai modelli di crescita disordinata delle superfici (modello Kardar-Parisi-Zhang), alle dinamiche di gruppo nel mondo animale (progetto Starflag), alla progettazione di supercalcolatori (progetto APE), pubblicando più di cinquecento articoli sulle più importanti riviste nazionali e internazionali. Una varietà di campi dell'indagine scientifica che riflette la sua onnivora curiosità e la flessibilità dei suoi studi sui sistemi complessi.

È membro inoltre dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia Francese delle Scienze, dell'Accademia dei Quaranta, dell'Accademia Nazionale della Scienza americana. Prima della medaglia Planck è stato insignito della medaglia Boltzmann (1992), della medaglia Dirac (1999), del premio Nonino (2005), del premio Heineman (2005), del premio Galileo (2006), del Microsoft European Science Award (2007), del premio Lagrange (2009) e innumerevoli altri riconoscimenti. Da anni è candidato al Nobel per la fisica, premio che recentemente ha fatto molto discutere la comunità scientifica italiana per la sua mancata assegnazione a Nicola Cabibbo nel 2008, suo maestro, collega e vicino di studio tristemente scomparso lo scorso agosto. Non ultimo Giorgio è un docente del più grande dipartimento di fisica d'Italia, quello della Sapienza di Roma, ed è costantemente in contatto con tutti quegli studenti che si impegnano oggi per diventare domani scienziati di punta sul panorama internazionale.

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