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Il mistero delle pecore ristrette

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A provocare il curioso fenomeno potrebbero essere stati i cambiamenti climatici dell'ultimo quarto di secolo: negli ultimi 24 anni, sulla remota isola scozzese di Hirta, le pecore si sono rimpicciolite in media del 5 per cento. Gli animali sono stati condotti nella landa desolata nel 1932 e da allora sono rimaste geneticamente isolate. Arpat Ozgul, dell'Imperial College London, insieme con i suoi colleghi, lo ha dimostrato confrontando i dati relativi al peso corporeo delle pecore nel corso degli anni. «Abbiamo anche cercato una spiegazione» ha dichiarato. «Le brevi estati di un tempo costringevano gli agnellini a rimpinzarsi per sopravvivere ai rigori dell'inverno e ciò ne aumentava di molto il peso; è anche possibile che le stagioni meno fredde consentano la sopravvivenza dei piccoli più fragili perché nati sotto peso. Ora riescono a sopravvivere e abbassano la media di tutto il gregge». Secondo altri potrebbero invece essere cambiate le caratteristiche nutrizionali dei foraggi.

ScienceNOW Daily News 2 July 2009

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Ambiente

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.