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I primi contaminati

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Facciamo il punto della situazione che regna all'impianto nucleare di Fukushima Daiichi poco più di due settimane dopo il drammatico uno-due del terremoto e delle tsunami.

Nella notte l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) ha confermato che il 24 marzo tre addetti all'impianto di Fukushima sono stati esposti a elevati livelli di radiazione. Le visite mediche effettuate presso il National Institute of Radiological Sciences della prefettura di Chiba hanno indicato una notevole contaminazione della pelle delle gambe, con un livello stimato di esposizione tra 2 e 6 sievert. Livelli davvero elevatissimi, se si pensa che l'International Commission on Radiological Protection (ICRP) e altre istituzioni stimano che per una popolazione di ogni fascia d'età il rischio di contrarre un tumore mortale cresce del 5% per ogni sievert di esposizione.

Continuano senza sosta gli interventi di contenimento e di ripristino dei livelli di sicurezza per i reattori dell'impianto. Mentre per le unità 5 e 6 tutto appare sotto controllo, per le unità 1 e 2 prosegue l'immissione di acqua nell'involucro di contenimento pressurizzato e sono parzialmente riusciti i tentativi di ridare elettricità alle sale di controllo. Difficile stimare, però, quando potranno ritornare pienamente operative. Le ultime misurazioni effettuate presso il locale turbine dell'unità 2 hanno indicato un livello di radiazione di oltre un sievert per ora.
Anche nell'unità 3 viene continuamente pompata acqua di raffreddamento, come pure nella piscina adiacente che contiene le barre di combustibile esausto; per fortuna è notevolmente diminuito il livello di radiazioni (è nel locale delle turbine di questa unità che prestavano la loro opera i tre addetti ricoverati). Dell'unità 4 preoccupa ancora la piscina di contenimento delle barre esauste. Tra il 22 e il 25 marzo vi sono state pompate ogni giorno circa 150 tonnellate di acqua marina per tenere sotto controllo la temperatura. Ovvio che l'acqua utilizzata per refrigerare reattori e piscine, una volta rifluita in mare, abbia portato alle stelle i livelli di radioattività a ridosso della costa.

Stando alle dichiarazioni del direttore generale dell'IAEA Yukiya Amano riportate sabato dal New York Times, in Giappone siamo ancora lontani dal considerare cessato l'allarme per l'incidente di Fukushima. Senza contare che, purtroppo, sono in agguato le inevitabili conseguenze delle radiazioni sfuggite ai reattori ed è logico temere che ai tre primi contaminati “ufficiali” presto se ne aggiungano altri.

IAEA - Kyodo News - WNA

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