fbpx I neutrini mutano | Page 48 | Scienza in rete

I neutrini mutano

Primary tabs

Read time: 2 mins

Per la prima volta è stata osservata in modo diretto una metamorfosi del neutrino, indicazione del fatto che i neutrini hanno una massa e che possono oscillare passando da una “famiglia” a un’altra. Questo implicherebbe una revisione del Modello Standard elaborato dai fisici per spiegare l’Universo, che invece prevede che i neutrini non abbiano una massa.
Attraverso diversi esperimenti si era già ipotizzata l’oscillazione per spiegare la sparizione di quantità di neutrini provenienti dal Sole o da altre sorgenti. Ora è stato osservato direttamente un neutrino che oscilla in un altro.

Il fenomeno è stato osservato dall’esperimento internazionale OPERA: il neutrino, al termine di un viaggio che lo ha portato dal laboratorio europeo del CERN (da dove è stato “sparato” in fasci puntati verso il Gran Sasso) fino all’interno della montagna abruzzese (732 chilometri di corsa sotto la crosta terrestre in soli 2,4 millisecondi) ha mutato la propria natura. Una impresa resa possibile dalla collaborazione tra CERN e Laboratori dell’INFN del Gran Sasso nel progetto CNGS (Cern Neutrino sto Gran Sasso). Un solo neutrino “mutante” (in termini fisici si parla di oscillazione) da muonico a tau, è stato osservato dagli scienziati su miliardi di miliardi di neutrini lanciati dal CERN e arrivati ai laboratori dell’INFN dal 2007.

Questa scoperta è frutto oltre che del lavoro di una squadra internazionale anche dell’intelligenza italiana, fu infatti il fisico italiano Bruno Pontecorvo, del gruppo dei "ragazzi di via Panisperna" di Enrico Fermi, verso la metà del secolo scorso, a ipotizzare la possibilità di trasformazione dei neutrini. E furono i fisici italiani a progettare i laboratori del Gran sasso in modo tale da poter ricevere dei fasci di particelle dal CERN.

Istituto nazionale di fisica nucleare

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.