fbpx Hubble cambia occhiali | Page 12 | Scienza in rete

Hubble cambia occhiali

Primary tabs

Read time: 2 mins

Tra i molti interventi effettuati nel corso della quarta missione di manutenzione del telescopio spaziale Hubble, si è provveduto anche a rimuovere la Wide Field and Planetary Camera 2 sostituendola con il nuovo modello, la WFC 3. Dopo anni di duro lavoro, dunque, l'incredibile fotocamera che ha salvato dal disastro l'intera missione del telescopio spaziale correggendo il difetto che affliggeva le sue ottiche è andata in pensione.

k4-55Lasciando a chi di dovere il bilancio del suo fantastico contributo scientifico, anche i non addetti ai lavori un grazie alla WFPC 2 per questi sedici anni di immagini davvero favolose glielo devono proprio. Ci ha offerto un susseguirsi di emozioni allo stato puro, ci ha permesso di gettare un occhio su incredibili scorci di un universo sconosciuto e inaspettato, ci ha mostrato la bellezza misteriosa e talvolta inquietante di fantastici angoli cosmici.
Quale immagine d'addio, i responsabili di Hubble hanno puntato la WFPC 2 verso la Kohoutek 4-55, una nebulosa planetaria posta a 4600 anni luce dalla Terra. I gas che compongono quell'anello multicolore (in rosso l'azoto, in verde l'idrogeno e in blu l'ossigeno) provengono da una stella ormai prossima al capolinea. Una stella morente che non riesce più a trattenere i gas che compongono il suo guscio più esterno, ma riesce solo a farli brillare grazie all'intensa radiazione emessa da ciò che rimane del suo nucleo.
Uno struggente saluto filosofico, dunque, quello di WFPC 2. Con il suo ultimo scatto vuole ricordarci che il destino in serbo per il nostro Sole non si discosterà poi molto dallo scenario multicolore di K 4-55. Ma non c'è fretta: si compirà solo tra quattro o cinque miliardi di anni.

Sito del telescopio spaziale: http://hubblesite.org/

Autori: 
Sezioni: 
Spazio

prossimo articolo

In morte di Maurizio Bonati

foto di maurizio bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato

In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.