Guidati dal respiro
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Equipe di scienziati israeliani ha sviluppato un dispositivo comandato dal respiro che permette ai gravemente disabili di scrivere e muovere la sedie a rotelle. Lo studio pubblicato online su Proceedings of the National Academy of Sciences.
A prima vista sembrano cannule nasali per la somministrazione dell'ossigeno, invece si tratta del nuovo presidio “pneumoguidato” escogitato da Noam Sobel e colleghi del Weizmann Institute of Science di Rehovot. L'idea parte dalla constatazione che nelle persone fortemente disabili, come per esempio negli affetti dalla sindrome del chiavistello (cosiddetta “sindrome locked-in”), sono ancora intatti alcuni nervi cranici che permettono loro di comunicare con il movimento degli occhi o, proprio come nel nostro caso, con il respiro.
I due programmi informatici (di scrittura e attivazione della sedia a rotelle) tramutano l'aria inspirata ed espirata in comandi operativi: espirazione ed inspirazione ad intensità diverse determinano insieme alla frequenza del respiro la direzione della sedia rotelle o la digitazione di lettere diverse sullo schermo di un computer.
I 36 partecipanti ai test hanno dimostrato che dopo un po' di pratica tutti sono stati in grado di eseguire i comandi con la stessa efficienza, anche se a diversa velocità, del comando manuale. Tutti i pazienti paraplegici, un paziente “locked-in' con contrattilità parziale dei muscoli del collo e altri due su tre con sindrome totale sono stati in grado con l'esercizio di padroneggiare il nuovo metodo di scrittura. Anche il paziente paraplegico ha saputo manovrare la sedia a rotelle con la stessa abilità di una persona sana.
A parte alcuni correttivi di manovra al sistema frenante della sedia a rotelle i ricercatori hanno già fatto domanda di brevetto per la loro invenzione, con i prossimi obiettivi puntati sui pazienti in stato vegetativo. Unico limite di applicazione: i pazienti con perdita di controllo sui nervi cranici, perché impossibilitati ad azionare il velo palatino, la membrana mobile che funge da interruttore fra la cavità nasale e quella orale.




















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