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"Graphene", l'Europa anticipa il futuro

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E’ stata lanciata oggi a Bruxelles la flagship “Graphene”, progetto vincitore del FET (Future and Emerging Technologies) che, con un finanziamento complessivo di 1 miliardo di euro per dieci anni, ha l’obiettivo di accorciare i tempi di introduzione nel mercato delle tecnologie innovative basate sul grafene, il materiale più sottile e più versatile esistente.
La Commissione Europea intende quindi realizzare subito quella "nuova rivoluzione (non solo) elettronica", guidando con l’innovazione il futuro produttivo del vecchio continente. Elettronica resistente e flessibile come la ‘carta elettronica’, cellulari pieghevoli, aerei più leggeri ed energeticamente più efficienti e retine artificili sono tutti sviluppi pratici che daranno una spinta alla crescita dell’industria e del mercato europeo.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è tra i nove capofila del progetto - insieme alle università di Manchester, Lancaster e Cambridge, le aziende Amo GmbH e Nokia, l’European Science Foundation, tra gli altri – e rappresenterà l’Italia coordinando due attività strategiche: la linea di ricerca in chimica, dedicata ai materiali compositi sarà guidata da Vincenzo Palermo dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof –Cnr), mentre il fronte della ricerca sulle proprietà fisiche del grafene è affidata all’Istituto Nanoscienze del Cnr, coordinato da Vittorio Pellegrini.

“L’Italia è tra le prime nazioni europee all’avanguardia negli studi sulle proprietà e applicazioni del grafene (come Germania, Inghilterra, Francia e Svezia)”, spiega Pellegrini a Scienzainrete – “e il Cnr in questo progetto riveste un ruolo centrale, tra i 76 partner che diventeranno poi circa 120 quando i lavori andranno a regime. Fin da subito, al Cnr verrà affidato infatti quasi il 10% del budget previsto, per due delle 11 attività dell’intero progetto. Ma, oltre a fornire il contributo dell’eccellenza italiana in questo settore, il Cnr si fa carico di una sfida ben precisa: stimolare uno sviluppo industriale assente qui da noi, mentre in Inghilterra, ad esempio, realtà come la Nokia possono contare già sulla produzione di telefonia a base di grafene, o si progetta di rivestire gli areoplani con fogli di carbonio per proteggerli dai fulmini (Airbus). ‘Graphene’ non vuole quindi solo garantire un gruppo internazionale che faccia ottima ricerca – cosa che siamo già sicuri di fare – ma coniugare in tempi brevi ricerca scientifica e inserimento nel mercato di queste tecnologie innovative, incidendo sul tessuto produttivo”.

E, in effetti, già solo sulla carta le previsioni non si perdono in immaginari troppo ‘futuribili’, anche nel settore energetico di cui si fa carico il CnrNano: “Le batterie al litio con elettrodi in grafene, così come i supercapacitori o i pannelli fotovoltaici potranno essere oggetti utilizzabili quotidianamente entro due anni. Mentre per altre applicazioni fondamentali per una svolta energetica, come i sistemi di stoccaggio dell’idrogeno ci potrebbero volere dai 4 agli 8 anni”, conclude Pellegrini.

Tempi di lavoro, questi, che Graphene potrebbe quindi ulteriormente ridurre. 

“Con questo progetto anticipiamo importanti pezzi del futuro, assicurando all'Europa un ruolo da protagonista nello studio e utilizzo, industriale e commerciale, del grafene, un sorprendente nanomateriale dalla grande versatilità applicativa”, ha dichiarato Luigi Nicolais, Presidente del Cnr “Lo facciamo grazie all'entusiasmo e alla bravura dei nostri ricercatori e scienziati. È motivo di grande orgoglio e soddisfazione per la comunità scientifica dell’Ente che vede riconosciuti i suoi sforzi in uno dei più ambiziosi e sfidanti programmi di ricerca comunitari”.

Il secondo vincitore della competizione è “The Human Brain Project", guidato da Henry Markram – neuroscienziato alla Swiss Federal Institute Technology di Losanna – che intende simulare su computer tutto ciò che conosciamo sui meccanismi cerebrali.

Il sito ufficiale di Graphene

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CNR

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