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Un grand'uomo per un grande museo

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Ieri a Milano al Museo Nazionale della scienza e della tecnologia è stata presentata la prima biografia “Guido Ucelli di Nemi. Industriale, umanista, innovatore”, del fondatore del Museo. A presentare il volume sono lo stesso Museo, L’associazione Guido Ucelli di Nemi Amici del Museo e Hoepli editore.

La serata è stata introdotta dalla performance teatrale “Cronaca da un Museo”, che ripercorre la straordinaria avventura del grande industriale e umanista milanese vissuta per istituire il più grande museo tecnico italiano.

Buio in sala e tre attori sul palco raccontano più di dieci anni di storia: dal 1930 quando il podestà di Milano crea una commissione con alla guida Ucelli per studiare il progetto del Museo al 1953 anno in cui il presidente del consiglio Alcide De Gasperi e il sindaco di Milano Virgilio Ferrari inaugurano il “Museo Leonardo da Vinci”. Un lungo periodo in cui Guido Ucelli, animato da una grande passione e convinzione dell’importanza di diffondere la coscienza tecnica e scientifica tra gli italiani, non si è mai arreso ed è riuscito dialogando con il governo e le istituzioni di ricerca, tra cui Marconi, presidente del CNR, a portare a termine il suo sogno.

Guido Ucelli è stato una personalità di primo piano a Milano, dal primo dopoguerra fino agli anni sessanta. Imprenditore determinato e nello stesso tempo sensibile ai problemi sociali, guidò il gruppo di industrie meccaniche Riva Calzoni nella loro espansione in Italia e nel mondo, nei difficili anni del fascismo. Si oppose coraggiosamente alle leggi razziali e alle persecuzioni degli ebrei. Fu anche un pioniere nell’uso della tecnologia applicata all’archeologia quando, tra il 1925 e il 1930, intraprese il grandioso progetto di recupero delle navi dell’imperatore Caligola nel lago di Nemi, abbassando il livello delle acque con macchinari prodotti dalla Riva.

Numerosi i saluti e gli interventi della serata moderata da Armando Massarenti del Sole 24 Ore.

Giovanna Majno, presidente dell’associazione “Guido Ucelli” Amici del Museo,  nonché suo nipote, spiega che il volume, pubblicato in occasione dei 50 anni dell’associazione, vuole far conoscere Ucelli per le sue opere, come egli avrebbe desiderato: “…era un uomo schivo, che in passato aveva ritirato dal mercato un libro sul Museo in cui lui veniva troppo elogiato…”. Un libro di divulgazione caratterizzato da alto rigore scientifico, il cui obiettivo è quello di diffondere la cultura scientifica soprattutto nei giovani.

Piero Bassetti, presidente della Fondazione Giannino Bassetti, ha conosciuto Ucelli e lo ricorda come un uomo eccezionale, lungimirante e con un forte senso di responsabilità civile e sociale. Oggi il nostro mondo, trascinato dalla tecnoscienza, rischia di tralasciare gli aspetti dell’arte e dell’artigianato che proprio in questo periodo gli industriali italiani stanno rivalutando, concetto già presente in Ucelli quando all’inizio aveva concepito il Museo della scienza e dell’arte.

Il direttore del Museo, Fiorenzo Galli, seguendo gli insegnamenti del fondatore che amava dire “…il museo è un organismo culturale in continuo divenire e non un deposito di memorie…”, ha lavorato per rendere il Museo Nazionale della scienza e della tecnologia contemporaneo, espressione dei cambiamenti del mondo. E’ stato possibile, afferma Galli,  introducendo nella gestione del Museo nuove figure professionali e avendo creato dei rapporti con l’impresa privata. La missione del Museo, oltre ad offrire ai cittadini la comprensione del significato del progresso tecnologico e scientifico, è quella di aiutare i giovani ad orientarsi per le loro scelte future.

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