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Fisica ad Haroche e Wineland

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Il francese Serge Haroche e l’americano David J.Wineland hanno vinto il premio Nobel per la Fisica 2012. Entrambi sono fisici sperimentali esperti di ottica quantistica. Entrambi, in maniera indipendente e con tecniche diverse, hanno realizzato «trappole per oggetti quantistici». In maniera rigorosa possiamo dire che hanno realizzato contenitori dove isolare e anche manipolare singole particelle preservando la loro natura quantistica. Che è una natura molto diversa da quella degli oggetti macroscopici. Gli oggetti quantistici, per esempio, quando sono isolati si trovano in una superposizione di tutti gli stati possibili. Usando la nota metafora di Erwin Schrödinger possiamo dire che nel mondo dei quanti un gatto è «vivo e morto» nel medesimo tempo. Schrödinger pensava, tuttavia, che questa condizione non solo fosse un paradosso. Ma anche che non si sarebbe mai riusciti a isolare un oggetto quantistico. Con le loro tecniche Serge Haroche e David J. Wineland lo hanno fatto. Dando un contributo empirico alla discussione sui fondamenti della meccanica quantistica. Ma anche gettando le premesse per gli sviluppi delle tecnologie quantistiche. Soprattutto nel campo dei computer, i computer quantistici, e della misura del tempo, ovvero degli orologi.

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).