fbpx Farmaci essenziali ma ancora cari | Scienza in rete

Farmaci essenziali ma ancora cari

Primary tabs

Read time: 2 mins

Proprio mentre al summit di Roma sull'AIDS emerge sempre più chiaramente il ruolo di grande efficacia terapeutica ma anche preventiva dei farmaci antiretrovirali, molte società farmaceutiche hanno abbandonato i programmi di riduzione dei prezzi di questi medicinali. Lo denuncia un rapporto redatto da Medici senza frontiere Untangling the Web of ARV Price Reductions – che analizza i prezzi di 23 antiretrovirali attraverso le informazioni fornite da 19 produttori.

“Mentre si assiste a un costante progresso per ridurre i prezzi per i paesi  più poveri, si dimentica  che un numero significativo di persone con HIV/AIDS vive in paesi che adesso sono esclusi dalla riduzione dei prezzi”, spiega Nathan Ford, coordinatore medico della Campagna di MSF per l’Accesso ai farmaci essenziali. La Merck, per esempio, ha appena annunciato che non applicherà più prezzi scontati per 49 paesi a medio reddito per il suo nuovo farmaco raltegravir. E così altre società non applicano più sconti per paesi come l’India, l’Indonesia, la Tailandia, il Viet Nam, l’Ucraina, la Colombia e il Brasile.

"I programmi di riduzione dei prezzi attuati dalle società farmaceutiche hanno dimostrato di non essere una soluzione a lungo termine", ha dichiarato Janice Lee, farmacista di MSF. "In presenza di brevetti e quando le aziende si rifiutano di tagliare i prezzi, i governi devono cominciare a non tenere conto dei brevetti per mantenere in vita le persone sieropositive".

Il rapporto di MSF contiene anche una buona notizia. Grazie alla continua concorrenza dei generici, il farmaco tenofovir ora costa 76 dollari all’anno a paziente, ed è meno caro rispetto allo zidovudina (AZT) che costa 88 dollari all’anno a paziente. Ciò significa che sta diventando sempre più accessibile anche per i paesi poveri passare all'utilizzo delle combinazioni raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a base di tenofovir, abbandonando la stavudine (d4T), che ha significativi effetti collaterali a lungo termine.

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
AIDS

prossimo articolo

Una laurea honoris causa molto sensata, per una volta

un momento del conferimento della laurea honoris causa a parisi

Dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale, passando per il funzionamento del cervello: la fisica dei sistemi complessi studia fenomeni in cui il tutto è molto più della somma delle parti. Ed è proprio in questo campo che Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, ha dato alcuni dei suoi contributi più importanti. Il 14 ottobre, a Torino, le Università di Torino e del Piemonte Orientale gli hanno conferito una laurea honoris causa. Durante la sua lectio magistralis, Parisi ha ripercorso le sfide della complessità, soffermandosi sulle opportunità dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di regolamentarla.

Nell'immagine di copertina: Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, alla proclamazione della sua laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi. A sinistra il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, a destra la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. Foto di Lorenzo Manunza.

Quando viene data una laurea honoris causa, c’è sempre chi polemizza sulle ragioni del conferimento, attribuendole più a un’astuta scelta pubblicitaria che all’effettivo merito del laureato.