Ecco la mappa della comunicazione emp
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Due persone sono sulla “stessa lunghezza d'onda” quando la loro conversazione è empatica. Lo studio di Uri Hasson della Princeton University (Stati Uniti) ha fotografato la mappa.
Parlato e ascolto sono sempre stati considerati due processi distinti, localizzati in aree cerebrali indipendenti fra loro (il primo, fra le altre, nell'area di Broca, e il secondo nell'area di Wernicke). Il dialogo sintonizzato presenta tuttavia delle caratteristiche ricorrenti come l'uso di strutture grammaticali e velocità del parlato simili fra loro fino ad arrivare all'imitazione inconscia del linguaggio corporeo; questa base comune permetterebbe addirittura di prevedere il pensiero successivo dell'interlocutore.
Se per le neuroscienze la spiegazione di questo meccanismo risiederebbe nell'attivazione dei cosiddetti “neuroni specchio”, ora, grazie alla tecnologia per immagini fMRI (risonanza magnetica funzionale), gli psicologi americani sono riusciti a riprodurre una vera e propria mappa di questa specularità.
Nell'esperimento la stessa ricercatrice Lauren Silbert si è stata sottoposta a scansioni fMRI mentre raccontava due esperienze personali del passato; la registrazione dei suoi racconti è stata poi fatta ascoltare a undici soggetti, a loro volta sottoposti a fMRI. Il confronto delle sequenze delle due tipologie fMRI ha confermato la sostanziale corrispondenza delle regioni cerebrali attivate nei diversi soggetti, ma, mentre nella maggior parte delle aree l'attivazione in ascolto è avvenuta con un lieve ritardo rispetto al parlato, alcune aree (particolarmente del lobo frontale) del gruppo in ascolto si sono attivate con un leggero anticipo. Gli “ascoltatori” sarebbero in grado, insomma, di anticipare il pensiero di chi parla, a dimostrazione dell'avvenuta sincronizzazione di pensiero fra gli interlocutori. La migliore associazione neuronale fra i soggetti garantirebbe inoltre secondo gli scienziati di richiamare dalla memoria anche i dettagli di una storia.
Per le neuroscienze si tratta di un fatto innovativo, perché si è dimostrato che in una comunicazione efficace le aree cerebrali di parlanti e ascoltatori sono in sintonia, attribuendo a questi ultimi un ruolo attivo nella dinamica della conversazione. Maggiori dettagli dal prossimo esperimento in programma: conversazione in diretta dal tubo dello scanner.




















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