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Astronomia
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Nuovo capitolo nella caccia all'oggetto cosmico più lontano: nelle riprese infrarosse del telescopio Hubble spunta una galassia la cui luce ha impiegato 13,2 miliardi di anni per giungere fino a noi.

La scoperta, pubblicata sull'ultimo numero di Nature, è opera di un team internazionale che per un anno ha passato al setaccio il famoso Hubble Ultra Deep Field – Infrared (HUDF-IR), un'immagine nel vicino infrarosso raccolta dal telescopio spaziale tra il 2009 e il 2010. Tra gli evanescenti batuffoli di luce che a malapena si scorgono in quell'immagine, Rychard Bouwens (Leiden University) e i suoi collaboratori hanno individuato un oggetto – chiamato UDFj-39546284 – che ha tutte le carte in regola per essere una galassia compatta composta da stelle blu molto calde.

L'analisi del suo spettro ha indicato che questa galassia era già formata quando l'universo aveva solamente 480 milioni di anni. Saremmo dunque in presenza dell'oggetto astronomico più distante mai osservato finora. Il nuovo detentore toglierebbe il primato alla galassia individuata lo scorso anno dal VLT (Very Large Telescope) e risalente all'epoca in cui l'Universo aveva 600 milioni di anni.

Il confronto con galassie osservate in epoche appena successive ha permesso agli astronomi di scoprire che il ritmo di produzione di stelle aumenta in modo frenetico, diventando oltre dieci volte più intenso nel volgere di soli 170 milioni di anni.

Hubble - Nature paper

31 gennaio, 2011 da Claudio Elidoro


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#1 galassie lontane

ritratto di Visitatore
4 febbraio, 2011 - 10:32 da Visitatore (non verificato)
L'articolo fa riferimento ad una galassia la cui luce ha impiegato 13 miliardi di anni per giungere a noi. Durante questo tempo la galassia non potrebbe essersi avvicinata a noi per cui una galassia la cui luce arriva dopo per es. 7 miliardi di anni sia la stessa la cui luce arrivava dopo 13 miliardi di anni, ma in una posizione diversa nello spazio.
  • rispondi

#2 galassie lontane

ritratto di Claudio Elidoro
4 febbraio, 2011 - 14:45 da Claudio Elidoro
Senza entrare in dettagli tecnici, ci sono due considerazioni da fare. La prima è che le galassie si stanno tutte allontanando da noi. La scoperta la si deve a Edwin Powell Hubble (1889-1953) che nel 1929 formulò una legge che indica come la velocità di allontanamento di una galassia è proporzionale alla distanza (più sono lontane e più si allontanano rapidamente). E’ vero che, a livello locale, alcune galassie si stanno correndo incontro (come sta facendo la Via Lattea nei confronti della galassia di Andromeda), ma non certo al passo indicato nel commento. La seconda considerazione riguarda come poter rilevare la distanza di una galassia lontana. Se diamo per assodata la Legge di Hubble, misurando la velocità di recessione di una galassia possiamo risalire alla sua distanza. Per fare questo si misura il cosiddetto red-shift, cioè lo spostamento verso il rosso delle linee spettrali della sua luce. Come la sirena di una ambulanza cambia tono (cioè frequenza) se si sta avvicinando o allontanando da noi, così la luce di una galassia “si arrossa” sempre di più man mano che mi spingo più in profondità nel cosmo.
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