fbpx Confermato il boom | Scienza in rete

Confermato il boom

Primary tabs

Read time: 1 min

La prevista flessione nella fertilità non basterà ad arrestare l'incremento demografico che toccherà i 9 miliardi di persone entro il 2050. Lo afferma nel suo rapporto pubblicato l'11 marzo la Divisione demografica delle Nazioni Unite. Niente sboom, insomma, essenzialmente per tre motivi, come sottolinea la direttrice dell'UN Population Division Hania Zlotnik: aumento della speranza di vita, successo della prevenzione e della terapia anti AIDS nei paesi poveri e declino della fertilità inferiore al previsto. Aumentano soprattutto giovani e anziani, basso l'incremento nei paesi ricchi (in Italia nel 2050 la popolazione sarà circa come quella attuale, 57 milioni), mentre nei paesi poveri la popolazione passerà dagli attuali 5,6 miliardi ai 7,9 nel 2050. Le previsioni ipotizzano comunque una diminuzione della fertilità. Se questo processo dovesse arrestarsi, la popolazione mondiale potrebbe superrare i 10 miliardi a metà secolo. E' un fatto che buona parte delle donne che vivono nei paesi in via di sviluppo hanno più figli di quanti ne desiderano. Per questo le Nazioni Unite invocano l'intensificazione delle politiche di pianificazione familiare e di procreazione responsabile tramite la diffusione del metodi contraccettivi.

Fonte: World Population Prospects: The 2008 Revision

Autori: 
Sezioni: 
AllegatoDimensione
PDF icon pressrelease.pdf38.98 KB
Demografia

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.