fbpx Il chip organico che legge i neuroni | Page 13 | Scienza in rete

Il chip organico che legge i neuroni

Read time: 2 mins

Finora se n’è sentito parlare principalmente per le applicazioni in elettronica. Ma grazie a una ricerca condotta da due istituti del Consiglio nazionale delle Ricerche, l’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn-Cnr) e l’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof-Cnr) di Bologna, gli OLED (Organic Light Emitting Diode), i dispositivi elettronici a materiale organico trovano ora spazio anche negli studi di carattere neuronale. Ocst (Organic cell stimulating and sensing transistor) è il nuovo dispositivo biocompatibile sviluppato dai ricercatori Cnr, in grado di stimolare e ‘leggere’ l’attività neuronale.
Proprio come la prossima nuova generazione di schermi e di componenti circuitali, Ocst è un microchip trasparente, flessibile e biocompatibile. Una plastica elettronica, in sostanza, che riesce a interagire e comunicare con le reti neuronali.

“Il dispositivo è costituito da un microchip organico trasparente sul quale vengono adagiate le reti neuronali, caratterizzato dalla capacità di stimolare e registrare segnali elettrici e, in prospettiva, di generare luce”, ha spiegato Michele Muccini, responsabile del Cnr-Ismn di Bologna e coordinatore del progetto con Valentina Benfenati e Stefano Toffanin. “Inoltre, in quanto biocompatibile, Ocst riesce a rimanere a contatto per lungo tempo con i neuroni primari senza che questi vengano danneggiati, offrendo la possibilità di comprendere il loro funzionamento e di modulare la loro attività con maggiore efficacia rispetto alle tecnologie esistenti”.

Le possibilità che si aprono sono estremamente incoraggianti, secondo gli autori. Oltre a conoscere meglio, e in modo più completo, il cervello umano, il nuovo dispositivo rappresenta un veicolo per intervenire direttamente per riparare i danni causati da malattie neurodegenerative e incidenti traumatici. Le sue caratteristiche chimiche e strutturali consentono a Ocst, infatti, di adattarsi al ‘labirinto’ delle reti neuronali, monitorandone l’attività elettrica con una sensibilità circa 16 volte superiore alle attuali tecnologie.

Sono 13 i ricercatori del team impegnato per due anni nei laboratori Cnr di Bologna sul progetto, tra cui figurano esperti multidisciplinari (ricercatori in scienza e tecnologia dei materiali, neuroscienziati ed elettrofisiologi). Il lavoro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Materials, è un contributo importante ai nuovi orizzonti di ricerca sulle caratteristiche del cervello umano che sono state recentemente avviate sia in Europa che negli Stati Uniti.
Non a caso, la Commissione Europea ha battezzato maggio 2013 il “Mese europeo del cervello”.

 

Autori: 
Sezioni: 
CNR

prossimo articolo

Un'informazione più attenta al clima non guasterebbe

L'informazione italiana è meno attenta al cambiamento climatico rispetto al 2022. La presenza di guerre e conflitti disastrosi purtroppo non riduce la gravità della crisi climatica; i media dovrebbero migliorare la loro capacità di coprire notizie che riguardano il riscaldamento globale e la transizione ecologica. La colpa è anche dell'influenza della pubblicità da parte di aziende fossili che, tra l'altro, ne approfittano per ripulirsi l'immagine. Le analisi dell'Osservatorio di Pavia.

Foto di Flipboard su Unsplash

Da quando l’Osservatorio di Pavia ha iniziato le sue analisi sulla copertura mediatica che i mezzi di informazione fanno del cambiamento climatico, la situazione è peggiorata. Dal 2022 al 2025 l’informazione climatica è diminuita del 26% nei quotidiani e del 53% nei telegiornali. In particolare, sono stati analizzati Avvenire, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, La Stampa e TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TG LA7.