fbpx Buchi neri da record | Scienza in rete

Buchi neri da record

Primary tabs

Read time: 1 min

Scoperti in due galassie a oltre 300 milioni di anni luce dalla Terra due buchi neri di quasi dieci miliardi di masse solari, possibile anello mancante tra i quasar e i buchi neri supermassicci che osserviamo oggi.

Le misure sono da record. Finora il buco nero più massiccio (6,3 miliardi di masse solari) era stato individuato nel cuore della galassia M87 una trentina d'anni fa, record letteralmente polverizzato dai due mostri scoperti da Nicholas McConnell (University of California – Berkeley) e collaboratori. Se uno di questi buchi neri venisse collocato nel nostro Sistema solare, il raggio del suo orizzonte degli eventi – il confine che definisce il punto di non ritorno per materia e radiazione – sarebbe 200 volte la distanza tra la Terra e il Sole. In confronto, quello del buco nero che alberga al centro della Via Lattea (4 milioni di masse solari) è circa un quinto dell'orbita di Mercurio.

La scoperta, annunciata su Nature, è stata possibile grazie all'accurata analisi degli spettri delle stelle di due grandi galassie ellittiche appartenenti una (NGC 3842) all'ammasso di galassie del Leone e l'altra (NGC4889) a quello della Chioma di Berenice. La ricostruzione delle velocità stellari ha permesso di determinare l'ammontare della massa centrale. Poiché le enormi masse risultanti erano concentrate in volumi piuttosto ristretti, la logica spiegazione è stata quella di pensare a buchi neri supermassicci.

UC Berkeley

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.